BERLINO 1928. LA CAPITALE TEDESCA È, ASSIEME A PARIGI, IL CENTRO CULTURALE più importante del vecchio continente, ma tra la popolazione il malumore serpeggia, e le piazze diventano teatri di scontri e violenza. Comunisti, socialisti, democratici, repubblicani, criminali, mendicanti, tutti mescolati assieme. E all’orizzonte, come una minaccia non più soltanto accennata, lo spettro della guerra.
Marthe arriva a Berlino per studiare all’Accademia di Belle Arti; sul treno che la porta da Colonia alla Città delle Pietre fa la conoscenza di un giornalista, Kurt, un incontro casuale che avrà ripercussioni importanti sulla vita di entrambi. E proprio da quest’unione di “figure e parole” (che, guarda caso, è anche la prerogativa del medium fumetto) prende il via “Berlin, la città delle pietre”, l’enorme capolavoro di Jason Lutes.
Giovane autore canadese già apprezzato in Italia grazie allo splendido “Giara di stolti”, Lutes ha lavorato a questa monumentale fiction storica (600 pagine spalmate in 3 volumi) per più di cinque anni, ricreando l’atmosfera tormentata di una nazione in cui il malcontento, alla fine degli Anni Venti, era sul punto di esplodere spargendo su tutta l’Europa le schegge della sua deflagrazione.
Il primo volume, confezionato con la solita cura dalla Coconino Press, è una sorta di lungo e affascinante incipit in cui i personaggi, anche quelli secondari, entrano in scena e si raccontano costruendo una rete di relazioni e affetti che risulteranno decisivi per l’autonomia finale dell’opera.
Radiografia potente di un’epoca, tratteggiata con un segno pulito e meticoloso e raccontata con la precisione di un attento cronista (e biografo), “Berlin, la città delle pietre” è un sontuoso affresco storico, politico, sociale e artistico che avvolge e coinvolge.
Jason Lutes, Berlin, la città delle pietre vol. 1, Coconino press, Collana: Coconino Cult, 216 pagg., euro 13,50
"Berlin" ha vinto il Premio Scaffale al Premio Letterario della Resistenza, Città di Omegna. E' la prima volta che un fumetto viene premiato in un Festival Letterario che annovera tra i premiati delle edizioni precedenti nomi quali Sartre, Panagulis, Fenoglio, Benigni, Panagulis etc. Un giusto riconoscimento che conferma il valore dell'opera.
Giovanni Scalambra 03-07-2003