SECONDO LA LEGGENDA SPAZIALE, I ROBOT FURONO COSTRUITI DALL’UOMO all’alba dei tempi, poi presero ad evolversi e a costruirsi da soli. Si dotarono persino di sentimenti, avvicinandosi alla vulnerabilità degli esseri umani.
Col tempo, però, subentrò la Sindrome di Pinocchio, che infettò molte memorie con il senso della malinconia e seminò morte e oblio.
Oggi esiste un solo esemplare della 5^ generazione robotica, Uba, un robot nurse dotato di sentimenti che viaggia attraverso i cieli accompagnato dal piccolo Yuri, un bimbo cosmonauta alla ricerca della madre.
Le loro avventure sono dolci e poetiche, soffuse di pizzichi di malinconia che fanno trasparire l’umanità di mostri, automi e creature fantastiche.
Favole ricche di colori e stupore, dove la nostalgia e la riscoperta delle proprie origini rappresentano la cornice di un sogno tra le stelle.
Nato ufficialmente dalla matita di Igort per un quadrante di orologio (lo Swatch dell’anno, nel 1992), Yuri diventò due anni dopo, grazie all’interesse della casa editrice Kodansha, il protagonista di una serie di brevi storie a colori che, oltre ad essere il primo esperimento di manga realizzato da un autore non giapponese, rappresentava un omaggio al fumetto americano Anni Trenta filtrato da uno sguardo più moderno ed europeo.
Splendidi i colori, lievi e spesso commoventi le storie: difficile non rimanere affascinati dalle peripezie di Yuri, il primo bambino cosmonauta.
Igort, YURI - Asa Nisi Masa, Coconino Press, Collana Manga Fantastico, 48 pp., Euro 12,00
Giovanni Scalambra 04-08-2003