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SF - SOCIAL FICTION, CHANTAL MONTELLIER
Le visioni di un futuro terribile presentate dall’autrice francese Chantal Montellier in un nuovo albo targato Coconino
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La copertina del volume trucco! UN’EPIDEMIA MINACCIA I QUARTIERI EST DI WONDER CITY. CHIUNQUE TENTASSE DI entrare o uscire dalla zona verrebbe abbattuto dalla milizia. Questo almeno è il messaggio che circola sugli schermi che punteggiano la metropoli. Dopo gli arresti, le privazioni della libertà, le condanne e la censura, il governo ha nuove favole per tenere a bada la popolazione. Ed è triste constatare che l’impresa è tutt’altro che complicata. Ma in una società fatta di visi tutti uguali c’è anche spazio per la musica. E quando il blues accarezza l’aria, è possibile innamorarsi e sposarsi (sono sufficienti 10 dollari e pochi minuti dentro una piccola cabina). A patto di non desiderare una famiglia numerosa, vista la necessaria autorizzazione dell’istituto demografico per ogni nuova nascita. E gli sporchi giochi del governo, ha già scritto il destino di ogni abitante…
   Il nemico ha usato l’arma totale. Una bomba nucleare ha spazzato via la vita all’esterno di un enorme Grande Magazzino dotato di elevati sistemi di protezione, e solo le 800 persone che si trovano all’interno si sono salvate. In attesa che la radioattività si disperda, all’interno viene organizzata una sorta di microsocietà attraverso una rigida divisione dei compiti. Ma i vizi che hanno minato l’efficacia del governo della nazione si replicano in questo piccolo nuovo mondo, e violenza, ingiustizia e limitazioni della libertà diventano l’orrore quotidiano con cui vivere.
   Nel 1996 ci saranno solo brutte giornate. Esisteranno sale di disgregazione per disoccupati, morti privilegiate per americani di razza bianca, telecamere che spieranno senza sosta e lobotomie per ritrovare il proprio posto nella società. Qualcuno proverà a ribellarsi, ma non ci sarà spazio nemmeno per i sogni utopici.
   Nata nel 1947 a Bouthéon, Chantal Montellier è uno dei nomi storici del fumetto francese di fantascienza, un’autrice complessa capace di trasmettere in ogni pagina le premonizioni spietate di un futuro terribile, senza speranze, reso ancor più angosciante da un tratto freddo, algido, forse imperfetto se paragonato alla magnificenza estetica dei lavori degli Umanoidi Associati, ma se possibile ancor più violento e pessimista.
   Le tre storie raccolte in “Social Fiction” raccontano di governi totalitari, cervelli standardizzati, militari con divise macchiate di sangue, movimenti di rivolta sotterranei, razzismo, controllo delle menti e spersonalizzazione individuale.
   L’uomo è solo. Un numero senza valore. E Chantal Montellie non ha paura di lasciar uscire quella rabbia postsessantottina che animava la science fiction transalpina negli Anni Settanta. Il risultato finale è feroce e sconvolgente, ma illudersi di cancellare certe immagini aprendo la finestra e tuffandosi nella realtà può dar luogo a una profonda delusione: il “suo” futuro non si è realizzato, ma le sue paure, i suoi tristi presentimenti, non appaiono, purtroppo, come visioni impossibili.

Chantal Montellier, SF - SOCIAL FICTION, Coconino Cult, 184 pp., Euro 13,00

Giovanni Scalambra  17-09-2003

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