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BLACK HOLE VOL. 1, CHARLES BURNS
Horror, adolescenza e visioni impure nel capolavoro di Charles Burns
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La copertina del volume trucco! ANNI SETTANTA. IN UNA PICCOLA CITTADINA AMERICANA RUTH E ROBERT si conoscono ad una festa e fanno l’amore. Un attimo prima dell’incontro dei due corpi, Robert sussurra alcune parole sibilline che Ruth non vuole ascoltare, convinta che una frase di circostanza possa rompere la magia di quell’attimo. Mentre Robert è dentro lei una bocca si apre sul collo del ragazzo, quasi uno squarcio impossibile dotato di labbra e lingua. In un attimo l’incubo scende su Ruth: la malattia, il misterioso morbo che colpisce i giovani e che si trasmette attraverso i rapporti sessuali, ora vive anche nel suo corpo.
   “Black Hole” ha il fascino di quelle storie dell’orrore raccontate intorno al fuoco, con la luna piena sospesa nel cielo a vegliare sugli incubi di chi dorme o di chi non riesce a dormire; “Black Hole” è un tuffo in un abisso fatto di ricordi d’infanzia e paure ancestrali, corpi cosparsi di pallore e sangue, un delirio in cui trovano spazio le mutazioni della carne di Cronenberg, l’adolescenza peccatrice e quindi sacrificabile degli slasher movie Anni Settanta, le visioni impure e terribili di David Lynch e la crudeltà deforme dei fumetti di Zio Tibia.
   E’ la voce dei protagonisti ad indirizzarci verso l’orrore che sta varcando i confini del quotidiano, sono i loro visi attoniti, gli sguardi di chi si confronta con una situazione ambigua e sconosciuta, a trasmettere inquietudine. La narrazione di Burns (da recuperare l’ottimo “Senza pelle”, ed Phoenix), resa ancor più angosciante da un bianco e nero fortemente contrastato, senza compromessi, che accresce la tensione e allo stesso tempo insinua una malinconia sottile che sa di tempi lontani e ricordi perduti, viaggia ai confini dell’horror e del mistery, scegliendo di precipitare il lettore nel dramma senza spiegare qual è l’origine della malattia attorno alla quale ruota la storia. Una malattia che come un’inedita peste crea malformazioni, protuberanze e mutilazioni, penetra la carne degli adolescenti ma non rappresenta il loro unico problema. La vita, a volte, sa essere ancor più “mostruosa”.
   Difficile catalogare un fumetto come “Black Hole”... Opera semi-autobiografica sull’adolescenza? Metafora sulla difficoltà nella scoperta del corpo dell’altro? Trip psichedelico? Critica alla gioventù americana in piena “decomposizione”? Riflessione sulla sessualità e sull’Aids?
   “Black Hole” è questo e molto di più, un capolavoro portato avanti dall’autore per undici anni e arrivato finalmente in Italia grazie alla sempre venerabile Coconino. Indispensabile.

Charles Burns, Black Hole vol. 1, Coconino Press, Collana Maschera Nera, 152 pp. b/n, Euro 13,50

Giovanni Scalambra  28-11-2003

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