1964. PIERRE-FRANCOIS VIVE AD ORLÉANS ASSIEME AL FRATELLO JEAN-CRISTOPHE, alla sorellina Florence e ai genitori. A cinque anni la vita è un incredibile girotondi emozioni e scoperte in cui la fantasia gioca un ruolo fondamentale. Pierre-Francois ama la storia e le grandi battaglie; disegnare, riempire fogli interi di sanguinosi scontri tra guerrieri armati sino ai denti, è un modo per sfogare il furore intimo che lo accompagna anche nei sogni.
Quando al fratello viene diagnosticata una grave forma di epilessia, l'infanzia si tinge di contorni bui e l'incubo entra nel quotidiano. Per Jean-Cristophe inizia un'odissea tra medici, guaritori e improbabili santoni, che metterà a dura prova la stabilità emotiva della sua famiglia, persa tra illusioni destinate a scontrarsi con crudeli verità, e certezze crollate davanti ad una malattia malvagia che solo rifugiandosi nella fantasia può assumere una parvenza di sopportabilità.
"Il grande male" è una recita dai toni neri, poetica e surreale, che si nutre di sogni e incubi per insinuarsi con forza nel quotidiano, travolgendolo e trasformandolo, una cronaca dolorosa, un racconto autobiografico, sincero e vibrante, che vede lo stesso autore intrappolato in un universo cattivo, lontano dalla giustizia, che si deteriora giorno dopo giorno assieme al corpo e allo spirito del fratello, colpito da violente crisi di epilessia (il grande male).
E se le visioni, i momenti onirici, i fantasmi del passato rappresentano nelle opere di David B. approcci diversi e originali al reale, ne "Il grande male" diventano invece canali privilegiati attraverso i quali il suo alter ego bambino convoglia ansia e rabbia, vie di fuga per allontanarsi e sopravvivere alla malattia che sta soffocando la sua famiglia.
Il suo tratto si carica di emozioni, lanciandosi in evocative rappresentazioni grafiche ispirate alle miniature medioevali o all'arte precolombiana; ogni elemento della tavola diventa un ricamo in nero che fa da ornamento alla narrazione, resa ancor più angosciante dal potente gioco di luci e ombre.
David B. racconta la storia della sua giovinezza e assieme la nascita e costruzione del suo immaginario, in un viaggio crudele e misterioso che è allo stesso tempo un'indagine lucida del percorso dell'uomo attraverso un Novecento ferito da orrori e guerre.
Impossibile non emozionarsi e commuoversi. Difficile non rispolverare il termine "capolavoro".
David B., Il grande male vol. 1, Coconino Press - Collana Maschera Nera, 176 pagg. in b/n, euro 13,50
Giovanni Scalambra 04-02-2004