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ANCHE SE NON CIRCONDATA DALLE ACQUE, STRANGEHAVEN È UNA PERFETTA “ISOLA CHE non c’è”, una terra al di fuori del reale, lontana dal regolare scorrere di tempo e stagioni. Incastonata tra boschi e colline gentili, questo bizzarro paesino pare vivere di ritmi propri, intoccabile e – a meno che non sia lui stesso a concederlo – inarrivabile. Tra le sue vie, vigili dietro il bancone di un pub, gli scuri di una finestra o la scrivania di una stazione di polizia, anime in chiaroscuro conducono esistenze solo all’apparenza normali: tutti hanno fantasmi con cui confrontarsi, ombre da non mostrare alla luce del sole, vezzi e manie che difficilmente si potrebbero giustificare con le parole. Ed anche un individuo tutto sommato non convenzionale come Alex Hunter, insegnante in fuga da una vita ordinaria e rapito – letteralmente – dalle colline inglesi, si trova spiazzato davanti alla fauna umana che popola questo incredibile Altrove. Nonostante la fresca assunzione nella scuola locale come insegnante leghi il suo destino a quello di Strangehaven, che seppur con qualche diffidenza lo ha adottato, la normalità continua ad essere un optional non previsto: c’è la signora McCreadie che passeggia in piena notte con una pila tra le mani cercando chissà cosa tra i fili d’erba, c’è Adam che racconta del suo pianeta d’origine Nimoi (un nome decisamente “trekkiano”) e della sua retina aliena sensibilissima ai raggi del sole, c’è l’Ordine del Cavaliere Supremo che include tra i suoi membri personaggi insospettabili (ma chi può dirsi davvero insospettabile a Strangehaven?), c’è il giovane Jeremy che impara a vedere con gli occhi di un’aquila grazie alla magia di Megaron. E poi ci sono gli uomini pesce, forse non lontano anni luce come Adam crede… Non bisogna avere fretta per gustare appieno la rarefatta atmosfera che permea le pagine di “Strangehaven”: ogni mistero che si rispetti ha bisogno di complicità, indizi accennati, personaggi sfuggenti e di difficile lettura e una ricca spruzzata di incredibilità. In “Strangehaven” c’è tutto questo. Un mondo a parte ai confini dell’impossibile, un universo parallelo che racchiude gli elementi più bizzarri di tutti gli universi paralleli. Gary Spencer Millidge alla regia asseconda lo stupore del lettore limitandosi a lasciar parlare i suoi protagonisti. Che dolcemente lo prendono per mano, gli sussurrano mezze verità e lasciano che sia Strangehaven ad esprimere l’ultimo giudizio. A decidere se chi legge è pronto per i suoi misteri.
Gary Spencer Millidge, Strangehaven n. 2 - Gli uomini pesce, Black Velvet, pagg. 48, euro 5,00
Giovanni Scalambra 16-11-2004
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