L’OCRA È IL COLORE DI UNA TERRA BRUCIATA DAL SOLE, DI UNA TERRA VESSATA dalla violenza della guerra. L’ocra è un colore che evoca il passato, evoca le vecchie cartoline ingiallite, le foto seppiate dei nonni in divisa militare. L’ocra è il colore con cui Piero Macola sceglie di raccontare il viaggio in Sicilia del soldato italiano Giorgio Chiesura, durante lo sbarco degli alleati e la rotta dell’esercito italiano, nell’estate del 1943.
Sola andata è un diario di guerra, basato sui ricordi di Giorgio, trasformati da Macola in una storia dolente e poetica su uno dei periodi più bui della storia sociale e militare dell’Italia.
Messina, Catania, Caltanisetta, S. Cataldo… la Sicilia viene attraversata con mezzi di fortuna, o molto spesso, a piedi, da soldati italiani stanchi e rassegnati, sfiduciati dalla notizia dello sbarco alleato e dalle tante diserzioni. I militari condividono fatica e paura con gli abitanti dei paesi siciliani costretti ad abbandonare le loro case distrutte dai bombardamenti.
L’esercito italiano, o almeno quello che ne rimane, è svilito, impaurito, a corto di viveri, equipaggiamento e mezzi di trasporto, senza armi e munizioni. Questi soldati continuano la guerra in modo fatalista, si trascinano debolmente in attesa di una sconfitta e di una resa che si sente vicina e che in fondo in fondo si attende con apatica speranza.
Tra italiani e tedeschi c’è ormai disprezzo reciproco, mentre il nemico non si vede mai in faccia. Non c’è mai un confronto diretto fra i soldati italiani e l’esercito alleato, inglesi e americani si presentano sotto forma di minacce che vengono dal cielo, fuochi nella notte. La resistenza al nemico diviene ben presto una fuga, una costante ritirata sotto l’incubo dei mitragliatori aerei, fino all’agognato ritorno in continente, per quelli che ce la fanno, in mezzo a divisioni decimate e allo sbando.
Tornato a Venezia dopo l’armistizio dell’ Otto Settembre, Giorgio decide di consegnarsi ai tedeschi, non sceglie di nascondersi o di combattere con la Resistenza. La sua pistola l’ha usata solo una volta e ha sparato in aria. Giorgio Chiesura passerà diciannove mesi nei campi di internamento.
Piero Macola, giovane e promettente autore della scuderia Coconino, ci offre una storia lirica e dimessa, nonostante il dramma degli eventi raccontati, dove il protagonista è una persona comune, non un eroe, che affida al suo diario la dolente descrizione della guerra. Il disegno raffinato, sintetico e minimale, debitore della lezione di Igort, nell’elegante tricromia del nero, grigio ed ocra, ci regala pagine di un lirismo trattenuto, in cui la semplicità e la facilità del segno sanno evocare oltre che descrivere. Un fumetto importante, originale, che racconta, in modo soggettivo, un pezzo di storia italiana.
Piero Macola, Sola Andata, Coconino Press, pag. 112, Euro 15
Filippo Bergonzini 18-12-2005