FORSE NON È IL CASO A SCEGLIERE IL LUOGO DELLA NOSTRA NASCITA E le circostanze della nostra vita... Questo almeno è quello che crede Aleksandar Zograf, anche se è lecito domandarsi chi mai sceglierebbe di nascere in una cittadina serba tutt’altro che elettrizzante come Pancevo. Eppure… eppure la sua infanzia è stata felice, ricca di stimoli e immaginazione. Solo quando è diventato un adolescente ribelle con un taglio di capelli alla Ramones, ha iniziato a odiare la sua microscopica e provinciale cittadina, spesso desiderando addirittura che qualcuno sganciasse una bomba che cancellasse ogni cosa. Quando le bombe hanno cominciato a cadere davvero – era il 1998 – Aleksandar è stato vittima dei sensi di colpa. Il tempo pareva correre più lentamente, gli amici scomparivano o fuggivano, ma lui, che forse aveva davvero scelto di vivere lì in un tempo precedente alla nascita, sostituendosi al Fato, aveva deciso di rimanere. Assieme al suo mondo immaginario.
In “(C’è) Vita nei Balcani”, edito da Black Velvet nella collana “Expo”, Zograf (autore noto anche e soprattutto per i reportages di guerra via mail dal sobborgo di Belgrado dove abitava) ci offre il suo personale diario di vita, un ricco campionario di drammi, bombardamenti, fantasia, schegge private, politica, verità sofferte, confessioni e viaggi ad occhi aperti, che trasmette vitalità ed emozioni. L’autobiografia diventa un momento di catarsi, un angolo di riflessione dal quale si esce maturati o, perlomeno, consapevoli.
Il disegno, solo in apparenza elementare e semplice, asseconda alla perfezione i voli onirici dello psiconauta Zograf, che continua a mostrare il suo splendido talento narrativo e a stupire per la facilità con cui riesce a far riflettere.
Aleksandar Zograf, (C’è) Vita nei Balcani, Black Velvet, pag. 34, euro 3
Giovanni Scalambra 02-09-2005