UN VIAGGIO COME TANTI (IN QUESTO CASO IN TRENO, PER ANDARE A TROVARE LA ZIA) CHE diventa un’esplorazione e al tempo stesso una fuga. Dal mondo reale, dalle convenzioni, forse addirittura da se stessi. Un’incursione ai confini del sogno in cui è l’inconscio a dettar legge. E l’inconscio del mite signor Spartaco è davvero irrefrenabile, tanto è ricco di fantasmi, tangibili o immaginari, pronti a guidarlo od ostacolarlo nelle sue improbabili peregrinazioni.
Personaggi misteriosi, comparse buffe o inquietanti, creature impossibili e proiezioni infantili: difficile gestire l’universo onirico di chi è sognatore nel cuore…
Colorato in maniera abbagliante, pervaso di fantasia, genialità e libertà espressiva, “Il Signor Spartaco – Viaggio di un epicentrico”, uno dei lavori più significativi di Lorenzo Mattotti, torna nelle librerie in una versione di grande formato targata Coconino.
Realizzata nell’82, l’opera rappresenta il passaggio dell’autore bresciano al colore dopo il bianco e nero graffiante e inciso degli esordi. Difficile spiegare a parole la magistrale resa cromatica delle sue tavole: è un tripudio di rosso che gioca col turchino dei cieli, s’immerge in notti viola e corrompe volti grigi o rubizzi.
Sperimentalismo puro, che si trasmette nel segno, nell’ “inquadratura”, nella creazione dei diversi attori. Le memorie dell’infanzia di Mattotti rivivono e si colorano di incredibile: l’esperienza, per il lettore, è travolgente.
Lorenzo Mattotti, Il signor Spartaco, Coconino, pag. 64, euro 14
Giovanni Scalambra 04-08-2005