IL RAPPORTO TRA PADRE E FIGLIO, SOPRATTUTTO QUANDO LA MADRE NON CČ (o, come in questo caso, quando č lontana), č spesso complicato. Educare un piccolo ribelle, poi, con sogni difficile da contenere in un quotidiano sempre uguale a se stesso, diventa quasi unimpresa. Impresa titanica, infine, se il padre č un uccellino che rimpiange la moglie fuggita mesi prima con una rondine, e il figlio un passerotto che non solo non vuole seguire le orme paterne (visto come il fallito della situazione), ma desidera evadere da una metropoli fatta di cornicioni, montagne di immondizia, terrazze, comignoli, antenne televisive e cartelli stradali.
E cosė, tra voli radenti e passeggiate placide tra le nuvole, la strana famigliola si troverā ogni giorno a discutere e tirarsi frecciatine, dispensando piccole schegge di saggezza, battute esilaranti e riflessioni per niente banali su tutto ciō che vive attorno a loro.
Arrivano in Italia le buffe avventure degli uccellini di Arkas, raffinato e misterioso autore greco sulla cui identitā si sa davvero poco: probabilmente č ateniese, visto che nelle sue tavole spesso compaiono scorci poco conosciuti ma riconoscibili della capitale ellenica, non ha rilasciato interviste in ben venti anni di attivitā, č amatissimo in patria (ma i suoi lavori sono apprezzati anche in Inghilterra, Germania e Francia), e riesce ad analizzare con caustica ironia la societā (non solo greca) e la psiche umana.
Ottimo inizio per leditore Lavieri, che porta in Italia una serie divertente e frizzante capace di strappare sorrisi in ogni pagina.
Nella spietata lotta a suon di punzecchiature, noi facciamo il tifo per il povero padre: ok, le battute fulminanti e la metodica vessazione del genitore spettano al cattivissimo passerotto, ma la stoica tolleranza del papā nelleducare nonostante tutto il figlio, č ammirevole.
Arkas, Guarda Papā, sto volando!, Lavieri, pag. 66
Giovanni Scalambra 06-09-2005