SULL’ONDA DEL SUCCESSO DI BONE, FRESCO DEL PRESTIGIOSO EISNER AWARD COME BEST Humor Publication, nel 1994 Jeff Smith accetta di raccontarsi a Gary Groth, editor della celebre rivista di critica del fumetto “The Comics Journal”.
Smith ripercorre la propria carriera dagli esordi al successo internazionale, in una lunga e brillante chiacchierata che tocca tutti gli aspetti del fumetto, svelandone non solo i retroscena artistici e creativi ma anche quelli prettamente editoriali. Dalla genesi dei protagonisti, abbozzati fin dal 1982 sotto forma di strisce per il giornale della Ohio State University “The Lantern”, Smith passa infatti a raccontare gli anni della Character Building, studio di animazione da lui stesso fondato e diretto, fino alla decisione di fare il grande salto e auto-pubblicare la lunga saga dei cugini Bone.
La conversazione a questo punto devia sul mercato editoriale americano dei primi anni Novanta, al cui interno Smith sembra muoversi come una vera e propria one man band, che scrive, disegna, pubblica, distribuisce e promuove. È forse quest’ultimo l’aspetto più interessante che emerge dall’intervista, l’importanza (e la fatica) dell’auto-promozione, che in un contesto asfittico come quello dei grandi distributori di comics diventa quasi un lavoro nel lavoro. “Chi è il mio cliente finale? Capii che in realtà era il libraio,” dice infatti Smith, “colui che possiede il negozio e non il lettore che entra e compra dallo scaffale. Per me questo fu una rivelazione. (…) Incominciai a domandarmi come potevo arrivare e loro e farmi concedere una possibilità”.
Ampio spazio viene inoltre dedicato agli autori che più hanno influito sulla formazione artistica di Smith, primi tra tutti il Walt Kelly di Pogo e Cerebus di Dave Sim ma, a sorpresa, anche Charles Dickens e il Frank Miller de Il ritorno del Cavaliere Oscuro e la sua narrazione visiva e cinematografica.
Tradotta nel 1997 da Black Velvet, a cura di Omar Martini e Luca Bernardi, l’intervista è accompagnata da un ricco apparato di note ed è ancora oggi una lettura piacevole e attuale. In appendice una breve bibliografia (aggiornata al 1997) e un interessante articolo di Martini e Bernardi sulle grandi trasformazioni del mercato americano di quegli anni (“Indipendenceville”).
Collana Autronia n° 1, “Jeff Smith: Bone e io”, Black Velvet editore, b/n, 48 pp, euro 4.
Federica Balducci 01-02-2006