VIENE DALLA FINLANDIA L’AUTRICE DI QUESTO PRIMO LIBRO A FUMETTI pubblicato dal gruppo “Canicola”. Si chiama Amanda Vahamaki e racconta con mano sporca, grezza, la strana giornata di una bambina di cui non sapremo mai il nome. È una storia onirica, spesso inquietante, costellata di vicende drammatiche e surreali e sviluppata come un vecchio film muto, dove sono le immagini a raccontare e le parole servono da raccordo tra una scena e l’altra.
Si comincia con un sogno/incubo fatto di paperi e dinosauri, poi la bambina si sveglia ma forse continua a dormire perché quel che le accadrà nel corso della giornata non ha quasi nulla di reale: un giro su un’automobile guidata da un orso, un bar popolato di adulti inquietanti, falsamente cordiali, un campo di babà da arare con un vecchio e malconcio trattore.
Attraverso gli occhi della protagonista Amanda Vahamaki mette su carta tutti i “luoghi comuni” del sogno, gli incubi che ciascuno di noi ha sperimentato almeno una volta nella vita: guidare l’automobile sapendo di non esserne in grado, perdere i denti, piangere senza riuscire a fermarsi, parlare con oggetti inanimati e camminare senza meta lungo strade vuote e infinite.
Leggendo si ha più volte la tentazione di chiudere il libro o di accelerarne la lettura, e si ha il desiderio di allontanarsi in fretta da quel mondo bizzarro e angoscioso, proprio come accade nel sonno più irrequieto. “Campo di babà” è un racconto difficile da classificare, che fa discutere e sollecita le emozioni, sia quelle positive sia (soprattutto) quelle negative, al quale è comunque impossibile rimanere indifferenti.
Amanda Vahamaki, Campo di Babà, Canicola edizioni, 8 euro.
Federica Balducci 06-04-2006