UN PICCOLO GIOIELLO DELLA COLLANA OLTRENERO, UN’IDEA BRILLANTE raccontata con ritmo e acume. All’inizio ci sono una finale di coppa e un portiere che, nello sconcerto generale, decide di fare autogol e perdere la partita. E poi c’è il compagno di squadra Titù, campione osannato dai tifosi e palleggiato tra sponsor e manager. Accettando l’invito a cena dell’anziana signora Colette, che vuole esaudire l’ultimo desiderio del marito malato, alla vigilia della finale Titù incontra un ospite inatteso e la serata prende una piega del tutto anomala.
La reazione a catena che ne consegue è tanto bizzarra quanto inarrestabile, ma non si può rivelare di più: trama e colpi di scena vanno gustati fino in fondo.
Disegnato con mano solida e scritto con un occhio alla commedia nera francese, “Quelli che ti vogliono bene” intreccia in 48 pagine esistenze anonime e vite sotto i riflettori, scambiandole di posto e utilizzando il gioco del calcio come specchio di emozioni, paradossi e contraddizioni della società moderna.
Una storia da leggere e far leggere, con almeno un paio di protagonisti decisamente azzeccati: il corpulento Pascal e la famiglia Bertin. Senza perdersi nei luoghi comuni né scadere nel banale, Étienne Davodeau offre spunti di riflessione celati dietro il velo dell’ironia, a partire dal titolo stesso: perché “quelli che ti vogliono bene”, che ti vogliono bene davvero, alla fine sono quelli che non te lo dicono mai.
Étienne Davodeau, Quelli che ti vogliono bene, Q Press edizioni. Brossurato, 48 pagine, 9,90 euro.
Federica Balducci 12-05-2006