CHE DIFFERENZA C’È TRA “NORMALE” E “COMUNE”? IL NUOVO LAVORO DI OTTO Gabos prova a dare una risposta, raccontando la linea sottile che divide la gente comune da quella normale. E lo fa mettendo nuovamente in gioco i personaggi della miniserie “Apartments”, condominio popolato da umanità varia che di normale, all’apparenza, non ha davvero nulla. In una città vittima della Dry Rain avevamo conosciuto gli inquilini dei nove appartamenti, tragici e mostruosi e costretti all’isolamento forzato.
Dal resto del mondo, ma non da se stessi né dal resto della città: ed è su questo aspetto che l’autore fa leva, sulla possibilità (necessità?) di continuare a vivere nonostante tutto. Citando David Bowie, “heroes just for one day”. Consapevoli di essere diversi, ma alla fine non così tanto.
“Gente comune”, insomma, attraversata da dubbi, solitudini, paure e desideri.
Questa volta Gabos si occupa soltanto della storia, affidandone la messa in scena a nove disegnatori apparentemente lontani ma accomunati dalla dimensione bizzarra e familiare del condominio. Nove episodi scanditi dal trascorrere del tempo, in cui l’equilibrio si gioca tutto sulle atmosfere e le matite, anche quando ostiche, sanno come tirare fuori il cuore del racconto.
Il risultato è notevole, in particolare negli episodi di Luca Poli e Andrea Borgioli. Gli altri sono Antonio Fara, Luca Genovese, Alessandro Vitti, le “quasi debuttanti” Eleonora Antonioni e Sonia Zucchini e i veterani Onofrio Catacchio e Massimo Semerano, ai quali viene affidato il compito di chiudere il volume.
P er chi aveva già sbirciato tra le stanze del condominio, sarà un piacevole ritorno. Per tutti gli altri, una bella occasione di lettura.
Otto Gabos & Friends, Apartments: gente comune, Black Velvet Editrice, b/n, 96 pagine, 10 euro.
Federica Balducci 20-04-2006