GRAZIE A ITALYCOMICS ARRIVANO IN EDICOLA DUE RECENTI E DELIZIOSE SERIE dell’americana Alias Enterprises: “Gli Immaginari” e “Lullaby”. Proposte in un unico albo, le due storie puntano a catturare un pubblico assai eterogeneo, sostenute da una brillante veste grafica e trame ben congegnate. Denominatore comune sono i mondi immaginari e fantasiosi e la sottile linea che li separa da dalla realtà.
In “Lullaby” è il reale a irrompere nel fiabesco: a seguito di un incidente stradale, una bambina finisce in un mondo parallelo tenuto sotto scacco da una misteriosa magia. Come Dorothy nel “Mago di Oz”, la piccola intraprende un lungo viaggio alla ricerca della strada di casa e del modo per liberare il regno della Regina di Cuori, incrociando lungo il cammino tutti i personaggi della narrativa per ragazzi: Cappuccetto Rosso, Pinocchio, il Pifferaio Magico, il pirata Jim Hawkins e molti altri, ciascuno con il proprio bagaglio di avventure da raccontare.
Ancora bambini in “Gli Immaginari”, ma questa volta il percorso è inverso e sono i sogni spezzati a fare da filo conduttore. Quando i genitori divorziano, il giovane Tanner decide di crescere e abbandona le fantasie in cui si era rifugiato fin da piccolo. Ma l’immaginazione di un bambino è un’energia molto potente, e nulla di ciò che essa crea può davvero essere distrutto… Entra così in scena la Nazione Immaginaria, dove trovano asilo supereroi, giocattoli e amici immaginari dimenticati dai loro stessi creatori, che per stanchezza o disincanto ne hanno interrotto le gesta. Supereroe G, nato dalla fantasia di Tanner e ormai “disoccupato”, si ritrova a vagare nei bassifondi di questo strano mondo popolato di outsider, alla ricerca di una nuova professione e di una nuova vita.
I due numeri pubblicati finora si distinguono per il disegno accurato (di chiara impronta giapponese quello di Sevilla in “Lullaby”, che ricorda da vicino “One Piece”, più cartoonistico quello di Titus e Miller negli “Immaginari”) e le ottime colorazioni, ma soprattutto per l’impianto narrativo, che si presta a numerosi livelli di lettura. Se in “Lullaby” il gioco delle citazioni e dei rimandi è palese e dà vita a situazioni curiose e paradossali, negli “Immaginari” si fa più sottile e meno banale: da non perdere nel secondo numero i Senzanome e gli orsi di pezza versione vigilantes.
Una lettura divertente e originale, per chi crede che diventare adulti non significhi per forza aprire gli occhi e smettere di sognare.
Mike S. Miller e Ben Avery, Gli Immaginari #1 e 2 - Disegni di Mike S. Miller, Greg Titus e Hector Sevilla. ItalyComics, pp. 48, mensile, 2,90 euro
Federica Balducci 16-01-2006