TRATTO DAL MANGA OMONIMO DI HAROLD SAKUISHI, ARRIVA UNO DEGLI ANIME più amati in Giappone: “Beck Mongolian Chop Squad”, o più semplicemete “Beck”. È la storia di Yukio “Koyuki” Tanaka, studente di 14 anni senza particolari qualità che trascorre le giornate tra scuola, sala giochi e musica commerciale. Ma grazie all’incontro con il chitarrista Ryusuke, favorito dal cane Beck, questa vita ordinaria subirà una decisa inversione di marcia: da poco rientrato dagli Stati Uniti, il carismatico Ryusuke farà conoscere a Koyuki il mondo dell’indie rock e delle band giovanili, coinvolgendolo nel sogno di creare la band più famosa del mondo.
Supportato da una colonna sonora trascinante, “Beck” utilizza il rock per raccontare il desiderio di ribellarsi al conformismo che affligge la maggior parte degli adolescenti giapponesi, e le difficoltà che ne conseguono. Nella faticosa ricerca di una identità propria la musica diventa non solo possibilità di scelta, ma anche occasione di confronto e crescita, tema questo che sembra particolarmente caro alle nuove generazioni di mangaka (basti pensare all’enorme successo del manga “Nana”, in cui è la musica punk a farla da padrone).
Rispetto alla versione cartacea, nell’anime viene ovviamente privilegiata l’ossatura musicale, mentre effetti speciali e animazioni rimangono in secondo piano e in alcuni casi sono (purtroppo) davvero imbarazzanti. Dal canto suo, l’edizione italiana ha ben valorizzato la traccia audio, affiancando il Linear PCM al consueto Dolby Digital 5.1: i pezzi “live” risultano molto coinvolgenti, così come l’accattivante sigla di apertura cantata dai Beat Crusaders.
Abbondanti i contenuti speciali, con sigle senza crediti, anticipazioni, schede dei personaggi, art gallery, interviste e un curioso “BECKstage”, glossario dei termini stranieri utilizzati nell’anime. Bella anche la serigrafia del disco, un classico vinile dei tempi che furono.
Beck 1, Dynit, 2006.
Federica Balducci 28-06-2006