LITTLE NEMO DI WINSOR MCCAY, LA CUI PRIMA APPARIZIONE RISALE AL 1905 all’interno del supplemento domenicale del New York Herald, è paradossalmente una delle opere più antiche della storia del fumetto e nello stesso tempo una delle più innovative di sempre.
Il piccolo Nemo è il protagonista di bizzarre avventure oniriche nel Paese dei Sogni (Slumberland) al termine delle quali si risveglia immancabilmente con una rovinosa caduta dal letto. Le storie di McCay sono viaggi surreali che durano una sola tavola, caratterizzata da una spettacolare e modernissima impaginazione che esalta il gusto pittoresco del disegnatore per gli edifici, gli ambienti egli sfondi che spesso richiamano le contemporanee soluzioni del Liberty e dell’Art Nouveau europeo e sembrano anticipare temi e immagini del Surrealismo.
Le tavole di Nemo rompono con l’estetica fumettistica dell’epoca dando vita a soluzioni grafiche e compositive del tutto inedite, più vicine, per ritmo e velocità, al cinematografo che all’illustrazione. La sua iconografia onirica continua a stupire a distanza di un secolo, la passione per il dettaglio, il gusto surreale per la deformazione grafica, la capacità di costruire sulla pagina meraviglie architettoniche non hanno perso un briciolo di potenzialità, tanto che Bill Watterson può affermare che “..nessun altro fumetto è riuscito a mettere a frutto le potenzialità di questo mezzo di comunicazione in maniera così sorprendente.”
E’ strano che nel momento in cui la Coconino dedica a questo personaggio e al suo autore un elegante saggio ricco di tavole originali e illustrazioni, pieno di approfondimenti storico-critici, non sia stata ancora pubblicata in Italia una raccolta completa delle tavole di McCay, se si escludono i tre albi usciti per i tipi della Lo Vecchio nel lontano 1984. Un plauso comunque alla Coconino per questa importante uscita che rende omaggio ad un autore fondamentale per la storia del fumetto, ma relativamente poco conosciuto dal grande pubblico.
In questo volume, accanto agli affascinanti disegni di McCay, di cui sono riproposte alcune tavole originali e svariate illustrazioni (restaurate e riportate al loro originario splendore cromatico), troviamo gli omaggi resi da celebri fumettisti al personaggio di Nemo, e qui i grandi nomi del gotha dei comics si sprecano; troviamo, infatti, le interpretazioni di Mattotti, Spiegelman, Schuiten, Giardino, Prado, Otomo, Moebius, David B., Igort e altri ancora, a dimostrazione del fatto che Mccay è a tutt’oggi un modello di riferimento importante per le migliori firme del fumetto contemporaneo.
Numerosi saggi critici analizzano la biografia di McCay, la genesi della sua opera, i precedenti e gli epigoni, soprattutto nei fumetti americani d’inizio secolo. Scopriamo così che McCay fu anche un pioniere del cinema d’animazione e che agli esordi divenne un’attrazione dei teatri di varietà e dei circhi in cui stupiva il pubblico per la velocità e la prontezza con cui produceva decine di illustrazioni in pochi minuti.
Si rimane affascinati dal racconto di quegli anni pionieristici per il fumetto e l’animazione, in cui la carriera di un disegnatore poteva iniziare nelle sale del vaudeville, del music-hall, del circo, del cinematografo, dei parchi di divertimenti e delle Grandi Esposizioni (tutti luoghi del fantastico che saranno fonte di ispirazione per l’immaginario di Little Nemo) per poi approdare sulle pagine dei grandi quotidiani, in un’epoca in cui i primi fumettisti, grazie all’introduzione del colore e dei balloon, creavano sulla stampa opere più spettacolari di quelle del cinema che era ancora muto e in bianco e nero.
McCay viene dipinto come una figura eccezionale, genio precoce, instancabile lavoratore in grado di disegnare migliaia di tavole, formidabile osservatore in grado di riprodurre sul foglio qualsiasi forma e qualsiasi oggetto e dotato di un gusto formidabile per il fantastico e il grottesco, un autore per cui il disegno è prima di tutto uno spettacolo.
Anche gli interventi dedicati all’analisi dell’opera di Mccay risultano molto interessanti, sono letture psicologiche, semiotiche, stilistiche e storiografiche sempre puntuali e documentate, come si addice ad un piccolo, ma importante frammento della storia dell’arte a cavallo fra Ottocento e Novecento.
Little Nemo, 1905-2005. Un secolo di sogni, Coconino Press, Euro 24,00
Filippo Bergonzini 05-04-2006