FUMETTO E GIORNALISMO, UN CONNUBIO RESO VINCENTE DA JOE SACCO grazie al suo reportage a fumetti sulla situazione dei territori palestinesi ("Palestina, una nazione occupata", 2001) e che viene riproposto con questo libro che narra le vicende della cittadina di Gorazde e dei suoi abitanti durante la guerra in Bosnia tra il 1992 al 1995.
Gorazde, situata nella Bosnia sud-orientale, a maggioranza musulmana, con una grossa percentuale serba, è stata insieme a Sarajevo e Srebrenica uno delle città più coinvolte dall’offensiva serba.
Sacco giunge a Goradze nel 1995, poco prima della fine del conflitto armato e dell’atroce guerra civile tra Serbi e Bosniaci che ha devastato la città nei tre anni precedenti.
Il suo reportage non è affatto un freddo elenco di luoghi, persone e situazioni perché Sacco, come già ha dimostrato in Palestina, è in grado di unire all’oggettività giornalistica un forte coinvolgimento umano ed emotivo con le persone che incontra e con cui parla, creando rapporti di amicizia e fiducia oltre che momenti conviviali (le sbronze e le abbuffate non sono rare nei reportage di Sacco), grazie ai quali può raccogliere di prima mano racconti e testimonianze dei tre anni di scontri che hanno messo in ginocchio la città.
Con una grande chiarezza espositiva Sacco riporta le storie personali degli abitanti di Gorazde, racconti drammatici e disperati che parlano di morte ed atrocità. Tra le tante situazioni disperate della guerra narrate da Sacco, colpisce soprattutto la descrizione della convivenza normale e pacifica dei Serbi e dei Bosniaci di Gorazde prima dell’inizio del conflitto e la successiva esplosione di violenza che portò i Serbi a commettere azioni terribili contro quelli che fino al giorno prima erano amici, compaesani, vicini di casa, conoscenti.
L’isolamento di Gorazde, zona “protetta”, enclave Bosniaca nel bel mezzo dei territori occupati dai serbi, in sostanza una terra di nessuno, facile preda delle incursioni nemiche, rende i suoi abitanti particolarmente inclini a condividere con gioia le proprie esperienze e i propri drammi con gli stranieri e in particolare con i giornalisti, unico contatto con il modo esterno, ma Sacco non sfrutta questa disponibilità per fare del sensazionalismo, anzi, entra nella vita quotidiana di queste persone in modo discreto, cogliendo più sfumature.
Conosciamo così, attraverso i ritratti e le descrizioni dell’autore alcuni degli abitanti di Goradze, come l’insegnante Edin, la giovane interprete Emira, Riki, il fanatico di rock americano, e ognuno di loro ha almeno un episodio tragico nel suo recente passato, che Sacco è bravo a far emergere a poco a poco, alternando i ricordi drammatici alla situazione presente, di maggiore speranza, in cui una città a pezzi sembra finalmente potere uscire dal buio.
Lo stile di Sacco è incredibilmente diretto, un tratto underground fortemente chiaroscurato e pieno di dettagli (e non potrebbe essere altrimenti visto l’argomento) con cui descrive minuziosamente la storia di questa cittadina e dei suoi abitanti alla ricerca di una vita normale dopo anni di sofferenza e privazioni. Sacco non dimentica di illustrare la Storia con la S maiuscola seguendo l’evoluzione della guerra in Bosnia, criticando anche l’operato dei caschi blu e delle forze armate europee e americane. Il suo occhio comunque è più interessato a illustrare il lato umano della faccenda e la sua posizione di giornalista è vissuta con grande intensità emotiva, ma anche con molta autoironia, impedendo che il suo reportage diventi freddo e sterile o eccessivamente patetico e retorico.
Gorazde è un'altra prova magistrale di Joe Sacco ed è un fumetto fondamentale per capire meglio la storia di una guerra recente, nel cuore dell’Europa.
Joe Sacco, Gorazde Area Protetta. La guerra in Bosnia 1992-1995, Mondadori, Euro 16,50
Filippo Bergonzini 05-05-2006