STRANGEHAVEN È L’ENNESIMO MIRACOLO DELL’AUTOPRODUZIONE, CREATA DA Gary Spencer Millidge è diventata in breve una serie di culto, molto apprezzata negli States e in Inghilterra nonostante venga pubblicata con una cadenza tutt’ altro che regolare (visto che il suo autore “per pagarsi le bollette” deve alternare il lavoro su questa serie interessante, ma non miliardaria, con altri progetti più “alimentari”).
Anche in Italia, grazie all’impegno della Black Velvet, possiamo leggere questa storia intrigante ambientata in un tranquillo, sperduto e vagamente inquietante paesino inglese. Strangehaven è il nome della località in cui è capitato, suo malgrado, Alex Hunter dopo uno strano incidente automobilistico decidendo poi di rimanervi, introducendosi a poco a poco nella variegata e bizzarra fauna sociale del posto.
La grande abilità di Millidge è quella di essere riuscito ad unire ad un plot intriso di mistero ed elementi soprannaturali una struttura narrativa e una costruzione dei dialoghi molto simili a quelli di una soap-opera o di un serial televisivo (in particolare il debito maggiore sembra essere quello nei confronti di Twin Peaks come ha ammesso lo stesso autore), senza dimenticare poi le probabili influenze su Millidge dei grandi narratori del fumetto inglese come Neil Gaiman e Alan Moore, filtrati da un’attitudine più “indie”.
Sfogliando le pagine di Strangehaven possiamo seguire l’evolversi delle relazioni di tutti i cittadini della piccola comunità, scoprendo, col tempo, nuovi e diversi tasselli del loro passato, segreti compresi. Un grande spazio è dato ai dialoghi, che sono particolarmente efficaci e mai scontati, mentre il disegno, che inizialmente pagava un debito eccessivo con il supporto fotografico usato da Millidge, è diventato gradualmente più sicuro e curato, senza mai venir meno alla necessità di una chiarezza grafica funzionale all’importanza della sceneggiatura.
In questo sesto volume scopriamo, tra l’altro, nuove rivelazioni del passato tribale di Megaron, il mezzo indio che vive a Strangehaven, vediamo tramutarsi in dramma la relazione clandestina fra Suzie Tang e Peter Webb e assistiamo ad una svolta torbida e sanguinaria nelle attività della misteriosa setta segreta del villaggio.
Chiudono il numero una breve storia autoconclusiva di Millidge, realizzata prima dell’inizio della pubblicazione di Strangehaven, ma che introduce già alcuni personaggi della serie (e ci rivela alcuni particolari interessanti del loro passato), un’interessante intervista all’autore e un breve “omaggio” realizzato da tre autori italiani (Smoky Man, Giuseppe Camuncoli e Franco Brambilla) sotto la supervisione dello stesso Millidge, una storia onirica che ha per protagonista Adam, “l’alieno” di Strangehaven.
Gary Spencer Millidge, Strangehaven vol. 6, Black Velvet, 64 pagine, 6,00 Euro
Filippo Bergonzini 20-04-2006