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DURASAGRA, VENEZIA ÜBER ALLES, PAOLO BACILIERI
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Durasagra cover trucco! SFOGLIANDO LE PAGINE DI “DURASAGRA” DI PAOLO BACILIERI È DIFFICILE NON rimanere a bocca aperta davanti alla bellezza e alla potenza dei suoi disegni.
   Talmente accurati da ricordare un esercizio accademico, sono però pervasi da un sottile ma pervasivo amore per il grottesco.
   Bacilieri rinnova sulla tavola a fumetti la perizia di un maestro incisore d’altri tempi, definendo figure che hanno anatomie e pose riprese dalla tradizione della storia dell’arte italiana del ‘400 e del ‘500, con corpi plastici in torsione che richiamano alla mente Michelangelo, Sebastiano Del Piombo, Pontormo, Rosso Fiorentino, ma che in realtà sono personaggi assolutamente contemporanei, inseriti in situazioni narrative estremamente divertenti.
   Se il disegno richiama una tradizione classica, viene filtrato però da un segno espressionista di matrice underground e non diventa mai un mero esercizio di stile perché è funzionale ad un racconto godibile e serrato, tragicommedia alcolica e disperata della peggio gioventù veneziana, insofferente al vuoto sociale di una splendida città putrescente in balia dei turisti.
   Venezia è uno scenario pittoresco, ma anche assolutamente familiare e conosciuto in tutti i suoi angoli più nascosti (Bacilieri è veneziano) e il racconto si snoda tra i canali della laguna, gli edifici storici e le mille chiese della Serenissima, che l’autore ricrea con la precisione architettonica di un Canaletto, muovendo i suoi personaggi sopra le righe all’interno di prospettive quattrocentesche e vedute a volo d’uccello e facendo convivere Rinascimento e Manierismo con il suo eclettismo grafico e con quella che è l’altra sua mania citazionista, il fumetto stesso.
   I suoi disegni (dove il segno deciso sembra quello di un Crumb intriso di classicismo) sono pieni di riferimenti e omaggi più o meno espliciti a Disney, Feininger, Pazienza, Scozzari, Liberatore, mentre diretto è il rimando allo “Snake Agent” di Tamburini nelle pagine da soap-opera della sottotrama, che si alterna con quella principale, realizzate fotocopiando e alterando le tavole di un vecchio fumetto americano.
   La storia di “Durasagra” è quella di quattro perdigiorno che si muovono a piedi o in barca per la città, trascorrendo il tempo tra sbronze, fallimentari tentativi di orge, risse allo stadio e gite notturne in battello con esiti disastrosi, ma la vera protagonista sembra essere la marcescente e corrotta bellezza di Venezia.. “ antica troia levantina, vecchia Sirena sdentata che mostra la coscia di pollo puzzante di clorofluoropoliuretanofosforoforfora di sacrestano, di ammoniaca! Nemica disarmata di ogni terribile novità, città sfrattata dalla realtà!”.
   Il volume della Black Velvet (che è poi la ristampa di un lavoro “giovanile” ) è un vero must per i fan di Bacilieri (attualmente disegnatore del Bonelliano “Napoleone”, anche se con molta meno libertà rispetto ai suoi lavori indipendenti) e presenta anche un breve racconto finale dove l’autore stesso corre all’impazzata per Venezia ( e qui ancora il folle Bacilieri fa convivere vedute architettoniche da manuale e inserti pop) oltre ad un interessante sketchbook in appendice.

Paolo Bacilieri, Durasagra, Venezia Uber Alles, Black Velvet, euro
16,00

Filippo Bergonzini  19-04-2006

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