LORENZO MATTOTTI È UN POETA CAPACE DI DELIZIARE CON IMMAGINI DI RARA ELEGANZA CHE evocano più che raccontare. Chimera è un poema grafico che nasce dal segno inconfondibile di un maestro che, in una carriera trentennale, ha incamerato nel linguaggio del fumetto e dell’illustrazione tutta la potenza visiva delle avanguardie pittoriche.
L’impressione è che Mattotti, quando non è affiancato dalla penna di un narratore (in passato sono stati Kramsky, Zentner, Piersanti…), prediliga il racconto del segno e dell’immagine a quello della parola, trascurando la chiarezza narrativa in favore della ricerca grafica.
I territori della fiaba, dell’onirico, del mito sono quelli prediletti dall’autore bresciano, e anche in questo caso la storia si dipana all’interno di un sogno, narrando le peregrinazioni delle nuvole animate, le cui forme antropomorfe scaturiscono dalle fantasie di bambini, assorti nella contemplazione del cielo.
Man mano che la lettura procede, i disegni inizialmente filiformi e dominati dal bianco, si evolvono verso un tratteggio scuro sempre più insistito, che tramuta le immagini in ombre inquietanti e ci accompagna all’interno di una buia foresta d’inchiostro nero.
Il candore dei sogni e delle nuvole lascia mano a mano spazio alle tenebre dell’incubo, definendo le sagome spaventose di animali notturni fino ad un groviglio selvaggio del pennello, che fa da preludio al risveglio.
Lorenzo Mattotti, Chimera, Coconino Press, Pag. 32, Euro 8,00
Filippo Bergonzini 22-03-2006