PRIMO CAPITOLO DEL NUOVO ROMANZO A FUMETTI DI OTTO GABOS, “IL VIAGGIATORE DISTANTE” introduce Romeo Benetti, traduttore italiano appena trasferitosi negli Stati Uniti con la moglie. La coppia è in attesa del primo figlio e i due eventi, l’imminente paternità e la nuova vita in un paese straniero, assumono i contorni di un rito di passaggio e spingono Benetti a una profonda esplorazione del mondo che lo circonda. Immergendosi nelle strade di New York, il protagonista osserva da una posizione privilegiata - distante - gli scambi cordiali ma diffidenti tra l’America post 11 settembre e la comunità italoamericana. Radicalmente diverse, le due realtà sembrano però avere un atteggiamento comune: il legame con storie e tradizioni che se da un lato rassicurano, dall’altro non riescono a esorcizzare le ansie e i timori per il futuro.
“Il viaggiatore distante” sfrutta il tema del viaggio come ricerca, ma suggerisce fin dal titolo una diversa prospettiva, un approccio più sommesso verso “l’altro”: scoprire il dettaglio nascosto, uscire dagli equilibri consolidati e confrontarsi con i dubbi che ne conseguono. Il viaggio diventa allora un punto di partenza e arrivo al tempo stesso, un atto concreto che, nelle parole dello stesso Benetti/Gabos, “non lascia spazio per le scuse, per altri sogni, per altri alibi”, e costringe a indagare nel proprio intimo le ragioni per cui si compiono certe scelte. Un’impresa notevole, di cui aspettiamo curiosi l’evoluzione.
Otto Gabos, Il viaggiatore distante, Black Velvet Editrice. Brossura, bicromia, 48 pp., 7 euro.
Federica Balducci 11-08-2006