DUE LUOGHI DIFFERENTI, DUE EPOCHE DISTANTI CHE SI INCROCIANO COME GLI ANGOLI DI UN labirinto. Le spiagge riarse dell’ antica Creta dove il crudele Re Minosse rinchiude Dedalo e il figlio Icaro nel labirinto del Minotauro, e una città contemporanea, fredda e ventosa, dove un giovane architetto, Fausto, è ossessionato dal segreto di quell’antico labirinto mitologico, percorso senza via d’uscita, estrema combinazione di intelletto e ragione, allucinazione e follia; un’ossessione, la sua, che la fidanzata Silvia non riesce a placare, neanche rivolgendosi ad un mefistofelico dottore, assistito da una donna vecchia e misteriosa.
Questi due mondi e questi personaggi così lontani si rivelano corrispondenti e fortemente legati tra loro, come scoprirà Silvia, che, se da una parte non riuscirà a salvare Icaro dal destino che lo attende nel cielo assolato di Creta, tornerà però in tempo per fermare “il volo” di Fausto.
Manuele Fior ha la capacità di coniugare freschezza e originalità grafica con la profondità e l’intensità di un racconto in cui sogno, realtà e mito si combinano alla perfezione. A rendere maggiormente efficace questa alternanza di piani narrativi è il suo stile particolare, una bicromia composta da un rosso esuberante (e qui il colore rosso è decisamente funzionale alla narrazione) e da un nero “sporcato” di bianco con cui definsice figure piatte di matrice fauve-espressionista che sembrano omaggiare Matisse attraverso il linguaggio dell’illustrazione e del fumetto, grazie anche ad un tratto di china veloce e istintivo, ma sempre elegante.
L’autore segue la direzione di un lirismo del segno e del racconto spezzato a volte da intermezzi più vivaci e caricati, come abbiamo già visto nelle prove di altri autori italiani come Corona e Macola e che rimane comunque una costante di nomi affermati come Gipi, Igort, Mattotti, Giandelli, peraltro tutti editi da Coconino, una casa editrice che dopo aver pubblicato i miglior autori del fumetto contemporaneo anglosassone, francofono e giapponese, sta giustamente dando spazio ad autori italiani, non solo quelli più noti, ma anche i più giovani come Manuele Fior, appunto, veneziano classe 1975, che vive tra Berlino e Oslo e che ha pubblicato soprattutto per edizioni tedesche, svizzere e norvegesi (in Italia lo si era notato su Black e in un volume edito dalle Arti Grafiche Friulane), ma che vede questa sua ultima graphic novel uscire contemporaneamente in Belgio, Norvegia, Germania e Italia.
Manuele Fior, Rosso Oltremare, Coconino Press, Pag.144, Euro 16
Filippo Bergonzini 03-08-2006