STEFANO TAMBURINI È UNO DEI GRANDI DIMENTICATI dei nostri tempi: non solo
inventò Ranxerox, il coatto sintetico destinato a sfondare nel fumetto
d'autore, ma precorse mode e modi con quei bei 20 anni d'anticipo. Tanto per
dirne una, fondò un giornale a fumetti e lo chiamò "Cannibale", un nome di
cui si sarebbe appropriato molti anni più tardi l'omonimo club di giovani
scrittori (e mai nessuno che si sia sognato di riconoscergli il copyright).
Per dirne un'altra, ancora più recente, basta far mente locale al tormentone
estivo del '99, il supercafone di Er Piotta, che con la sua "robba coatta"
ha portato alla ribalta l'estetica del "tozzo", come sono chiamati a Roma i
borgatari irredimibili.
Anche in questo caso Tamburini aveva intuito per
primo, quando ancora la capitale si contorceva negli ultimi spasmi degli
anni '70, che i decenni prossimi venturi sarebbero stati sotto il segno del
coatto.
Ecco allora esplodere "Rank Xerox, un fumetto pieno di violenza
gratuita", come titolava il numero 0 di Cannibale di giugno 1978. All'alba
del 2000 ci ha pensato Stampa Alternativa, con "Stefano Tamburini - Ranxerox
il coatto!" (12mila lire) a rendere l'onore delle armi a Strèkeno, come si
firmava l'autore. E' un volumetto di 40 pagine che ai collezionisti puri non
dirà granché, visto che si tratta delle prime storie di Rank pubblicate a
puntate su Cannibale, ma per chi voglia documentarsi sull'origine del cyborg
assemblato da uno studelinquente coi resti di una fotocopiatrice è un testo
da non perdere, anche perché quei numeri di Cannibale sono praticamente
introvabili.
Il segno, un bianco e nero metropolitano, è sporco e lontano
anni luce dal teppista michelangiolesco che sarebbe stato disegnato, da
Frigidaire in poi (1980), da Tanino Liberatore.
In compenso queste prime
strisce di Rank possiedono una carica primitiva ed eversiva che la
ricercatezza delle versioni successive, molto più sofisticate e a colori, ha
inevitabilmente annacquato (pur dando a Liberatore quel che è di
Liberatore).
Le avventure di Rank a passeggio per una Roma solcata dalla
metropolitana a 30 livelli, in realtà, non erano farina esclusiva del sacco
di Tamburini, ma frutto del lavoro a sei mani dello stesso Tamburini, di
Liberatore e di Andrea Pazienza. Oltre alle storie di Cannibale è stata
ripescata "The modern dance", comparsa sul Male del 9 gennaio '80.
Il libro
di Stampa Alternativa contiene anche un'intervista a Tamburini, che morì per
overdose nell'86, a 31 anni, l'inedito soggetto del film ispirato al coatto
sintetico e il gustosissimo scambio di lettere fra la multinazionale Rank
Xerox e la redazione del "Male", nel febbraio dell'80.
L'azienda proprio non
ci stava a essere associata a tanto modello di depravazione e intimava di
"cessare immediatamente l'uso del nome". Replica del Male: "Accettiamo la
sfida della Rank a cui sapremo opporre il fierissimo Xerox, figlio
degenerato sì, ma non cretino. Fatevi sotto!".
Le trappole legali sarebbero
state scongiurate dagli autori con un escamotage da quinta elementare, la
fusione in "Ranxerox" delle generalità del coatto.
Franco Giubilei 16 dicembre 1999