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IL FORTUNATO FUMETTO "Lamù", concepito dall'autrice Rumiko TAKAHASHI e approdato in Italia negli anni '80 sotto forma di cartone animato, non poteva che essere uno dei tanti capolavori nati in Giappone.
Rumiko è stata autrice di altri successi come "Kyoko", "Oltre le fiamme", "Rumic word", e "Ranma ½", ma il trionfo più strepitoso lo ha avuto con Lamù.
Chi non la conosce?
Chissà quanti ragazzi ha fatto innamorare, negli anni '80, la sensuale ragazza dal costumino tigrato venuta dallo spazio, con quel corpo tutto curve e quell'incredibile simpatia.
La serie trasmessa in TV era piena di vita ed energia, proponendo storie irreali, paradossali e ironiche, e favorendo l'immedesimazione nei panni dello "sfortunato" Ataru.
L'animazione e il colore erano appropriati, senza parlare del doppiaggio che risultava esilarante.
Il cartone riprendeva le storie narrate ed illustrate nel fumetto. Un ragazzo che impari a conoscere Lamù prima su pellicola e poi su fumetto la differenza la nota senz'altro.
Il manga, comunque buono, ha un segno pulito e stilizzato che sa svilupparsi nel tempo. Il senso della storia incarna nei personaggi una retorica individuale, caraterizzandoli con monologhi e modi di fare diversi. Le gag naturalmente non mancano, e spesso le situazioni sono a sfondo fantastico immerse in un mondo esilarante.
Denni Neri 10 settembre 1998
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Lamù: introduzione
Lamù: la storia e i personaggi
Lamù: conclusione
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