Pubblichiamo la testimonianza di una lettrice che passata per le terribili esperienze dell'anoressia e della bulimia è riuscita a venirne fuori grazie alla danza.
Prendendo spunto da un'articolo comparso tempo fa su StradaNove, che faceva parte di un'inchiesta da noi condotta sulla danza, ha deciso di condividere la sua esperienza con gli altri lettori del giornale.
Ricevuta la sua mail le abbiamo risposto chiedendole il permesso di pubblicarla e chiedendole anche se potevamo rendere pubblico il suo nome: iniziamo dalla sua risposta a queste richieste e, a seguire, il racconto della sua vicenda...
MI FA MOLTO PIACERE CHE ABBIATE LETTO LA MIA LETTERA, ma soprattutto che la vogliate pubblicare.
Certo che potete mettere anche il mio nome! Non mi interessa molto la privacy, quello che più mi importa è che i ragazzi siano consapevoli di ciò anche da reali
testimonianze come può essere la mia.
L'anoressia non è uno scherzo, di
anoressia si muore e tutti devono sapere come e cos'è questa malattia... e il
ballo oltre a portare a questo può comunque anche curarla.
Sono molto felice che pubblichiate la mia lettera, spero solo che possa
aiutare molte ragazze e ragazzi che la leggeranno.
Continuerò sicuramente a scrivervi, siete davvero GRANDI!
Un bacio e un abbraccio
Ely
Ed Elisa Bertani, questo il suo nome, di Bologna, ci aveva scritto quanto segue:
CIAO RAGAZZI, IO VOLEVO RENDERVI PARTECIPI DELLA MIA ESPERIENZA relativamente all'articolo che rispondeva alla domanda se ballare può far male. (clicca qui se vuoi leggerlo, n.d.r.)
Sono una ragazza di 21 anni della provincia di Bologna, la mia carriera di ballerina iniziò a 6 anni quando mi misero ai piedi le scarpette da danza classica, poi con il passare degli anni iniziai ad ingrassare in maniera spropositata e dovetti abbandonare la danza classica per un "fisico non adatto" cosi fu definito...
Credevo di morire, fu come sentirsi crollare la vita e il mondo addosso... la mia unica grande passione non poteva esistere... Mia mamma capì in che situazione psicologica mi trovai e decise di portarmi in un ospedale specifico dove mi diedero una dieta con la quale nel giro di un anno riacquistai una discreta forma fisica, però ormai la danza classica mi aveva deluso...mi diedi allora alle danze Latino americane (che non sono, come erroneamente si pensa salsa, mambo e merengue...ma samba, chachacha, rumba, paso doble e jive)...
In poco tempo riusci a montare tutti e 5 i programmi da gara, partecipai ai campionati italiani e riusci a fare la finale piazzandomi al 2 posto, che diventò un oro l'anno dopo, parti poi per l'Inghilterra, anche li riuscii a fare la finale, poi tutto in crescere, Germania, Londra, Miami... un giorno però il mio ballerino decise di smettere ed io non potei fare nulla... in questo sport non si può ballare da soli, io mi buttai giù nuovamente, non mangiai più e iniziò la mia lotta contro l'anoressia. È giusto ciò che si dice nell'articolo, probabilmente io mi sono ammalata perché volevo trovare una "migliore" forma fisica dato il mio passato di "bimba obesa", o forse è stato il dispiacere di dover abbandonare la mia passione... ma non credo sia questo l'importante.
Quello che più tengo che si sappia è che io sono guarita dall'anoressia proprio ricominciando a ballare, facendo vedere al mondo quanto valevo, facendo sapere a tutti che non serve un fisico perfetto per arrivare sul podio al mondiale, serve solo volontà, passione e sangue latino...
Questo è un messaggio a tutte le ragazze e i ragazzi che fanno sport (non solo ballo) a livello agonistico... la forma fisica non conta, e in ogni caso, chiedete sempre e comunque aiuto tutte le volte che credete di non farcela... Non ci sono solo vittorie, prima di queste ci sono migliaia di sconfitte, basta credere tanto in noi stessi, sfidare il mondo intero, perché se abbiamo un obbiettivo dobbiamo raggiungerlo, ma sempre tenendo presente che la nostra vita e la nostra salute ci danno le basi per VINCERE... qualsiasi lotta della vita!
un bacio a tutti e in bocca al lupo
Ely
(lettere ricevute l'11 e 12 giugno 2000)