"UOMINI E DONNE SONO SUL MIO CAMMINO PERCHÈ IO LI AMI. LI AMO, LI SENTO
VIVERE, la loro vita si aggiunge alla mia. Che cosa io sarei senza questi
incontri, senza le strade che ho percorso? Tutto m'attendeva, e nell'ora
esatta". Sono queste le parole della donna bellissima, l'intellettuale, la
poetessa, l'amante, la femminista, l'eccezionale personaggio del primo
Novecento: Sibilla Aleramo.
Uno dei suoi molti incontri amorosi è stato un
giovane e allora sconosciuto poeta che continuamente entrava e usciva dalla
galera, dal manicomio, dal mondo reale per rifugiarsi nelle sue orribili
ossessioni. Schizofrenico, rabbioso, violento, trasandato, Dino Campana
incontra Sibilla in una stazione dopo un breve scambio epistolare e da quel
momento non penserà ad altro; iniziano così insieme questo "viaggio chiamato
amore". Un amore perennemente in viaggio perchè questo è il modo dei due
per salvarsi dal loro male: è necessario stordirsi con partenze
improvvise, soggiorni prolungati, insulti, maltrattamenti fisici per
confondere il male che è nella mente e che devasta anche la purezza di un
amore tanto intenso e potenzialmente leale. Ed è nei giorni della lontananza
che i due poeti si scrivono le lettere che traboccano di passione e
malessere, solitudine, stanchezza, versi meravigliosi, rancore, in un amarsi
tanto luminoso e violento da esaltare il malessere fino alla follia.
Sono qui "ricomposte" in ordine cronologico le lettere scritte tra il 1916 e il
1918, centododici epistole a documentare una storia tanto delicata e feroce
e personale da sfuggire ad ogni tipo di giudizio, pagine in cui occorre
entrare in punta di piedi e silenziosamente.
Arricchita da alcuni inediti,
questa nuova ristampa mostra il carteggio finalmente unitario a circa
quarant'anni dalla sua prima pubblicazione concessa dall'Aleramo che, in un
ennesimo atto d'amore -quello verso chi ha la possibilità di leggere la
bellezza di questi scritti-, non ha dato ascolto all'amato che scriveva "Le
mie lettere sono fatte per essere bruciate".
Lontane dal mondo,
quercie,
rade nel sole d'agosto,
acque fra sassi,
lontane dal tempo,
e tu
dorato ridi,
tu alla bianca mia spalla
tu alla verginea sua musica
gioia dagli occhi ridi.
(Fauno, S.Aleramo)
Sul più illustre paesaggio
Ha passeggiato il ricordo
Col vostro passo di pantera
Sul più illustre paesaggio
Il vostro passo di velluto
E il vostro sguardo di vergine violata
Il vostro passo silenzioso come il ricordo
Affacciata al parapetto
Sull'acqua corrente
I vostri occhi forti di luce.
(Sul più illustre paesaggio, D.Campana)
Sibilla Aleramo - Dino Campana, Un viaggio chiamato amore, Feltrinelli, 130 pagine, £18.000
Gloria Caccia 08 giugno 2000