LA DISPERAZIONE GENERA FANTASMI, L'ALCOL AIUTA DANDO forma a pensieri
psicotici, la solitudine reclama presenze care che rendano meno lurido e
devastato l'ambiente circostante.
Così Jimmy si innamora di una donna-angelo, se
la sente scalciare dentro come se lui fosse una donna incinta e lei il suo bambino,
le parla, la vede, soprattutto la cerca, sempre. Perchè Gloria con tutta
probabilità non è mai esistita, e la ricerca dell'inesistente è continua ed estenuante ma anche pura e dolce perché mai corrotta dal contatto con la realtà orrenda. Gloria è una presenza costante, la donna prima, l'amore carnale e la tenerezza insieme, la sorella minore da accudire, la madre, la
moglie, l'interlocutrice interiore cui tutto fa riferimento. E quand'è così
non esistono realtà e immaginazione: un pensiero può essere molto più presente
e reale di qualcosa che appartiene alla realtà estesa -dunque anche molto
più pericoloso-, un nome ripetuto mentalmente talmente tante volte da
divenire cantilena, una nenia ossessiva a scandire le ore, i giorni.
Americano antiamericano, psicotico, alcolista, giornalista viaggiatore,
depresso, feticista, poeta dell'underground.
William Vollmann è tutte queste
cose ed è anche l'autore di un libro veloce dal titolo intraducibile:
"Whores for Gloria", cioè "Puttane per Gloria", o "In cerca di Gloria",
oppure ancora "Guerre per Gloria". E il gioco letterario funziona perché si
tratta di tutte e tre le cose: Gloria è una prostituta e il miglior modo per
"materializzarla" è frequentare prostitute, prendersene cura, ascoltare le
loro storie, appropriarsi di biancheria intima e ciocche di capelli; la
ricerca si fa così incessante, caleidoscopica nel continuo trasformarsi
dell'oggetto del desiderio che mantiene però sacralità e unicità; e oggi è
questa "la guerra" di Jimmy reduce del Vietnam -proprio come il padre di
Vollmann- che vede nelle prostitute stanchezza, malinconia, dolcezza, una
purezza dovuta all'espressione infantile dei volti invecchiati troppo
presto, una bruttezza malandata in grado di intenerire profondamente.
Eccezionale nell'incipit come nello schema narrativo del tutto, il libro tende però ad una ripetitività di personaggi, storie e luoghi che
può appesantire la lettura.
La pornografia in letteratura è un'arma a doppio
taglio da maneggiare con cura e, di tanto in tanto, sembra proprio che
sfugga di mano all'autore. Ma esultano gli americanisti alla "nuova
letteratura" proposta da Mondadori con la collana "Strade blu", che comprende
Pelevin, Ridley, Brussig, Carroll, Eggers e tutti i contemporanei talenti
"maledetti" americani, in contrapposizione alla letteratura europea giudicata
più "borghese". Esiste poi, al di là delle definizioni critiche, una ricerca
di immagini e una sottigliezza di linguaggio che spesso sfugge ai nipoti
della "beat generation", sempre molto "beati" di essere "battuti".
William Vollmann, Puttane per Gloria, Mondadori, 2000, pagine 203, L.22.000
Gloria Caccia 18 maggio 2000