trucco!
trucco! libri
trucco!
Da dove sto chiamando, di Raymond Carver
Alla scoperta dell'America attraverso la narrazione di piccole e dense realtà
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
Cinema
trucco!
CyberNews
trucco!
Fumetti
trucco!
Graffiti
trucco!
Musica
trucco!
Teatro
trucco!
VIPs
trucco!
trucco! La copertina trucco!

DA LUI STESSA DEFINITA AUTOANTOLOGIA, È UNA RACCOLTA DI RACCONTI CHE IL GRANDE AUTORE STATUNITENSE HA MESSO INSIEME, POCO PRIMA DI MORIRE NEL 1988.
   Nella nuova ed efficace traduzione di Riccardo Duranti, per i tipi della Minimum Fax (editori responsabili della riscoperta italiana di questo autore), sono presenti alcuni classici conosciuti come "Cattedrale" (chi non ricorda la descrizione della situazione proposta brillantemente da Alessandro Baricco, nel suo Totem televisivo?) e altri racconti, forse minori, ma proposti qui con un'interessante novità: le versioni originali, curate direttamente dall'autore e non arbitrariamente "tagliate e aggiustate" dall'editor Gordon Lish.
    Grazie a quest'operazione, commerciale sì ma soprattutto necessaria nel panorama della letteratura di Carver, possiamo immergerci nella lettura dei suoi frammenti di realtà, affascinanti quanto cupi e sospesi, come in attesa di qualcosa che può succedere.
    Perché Carver è veramente un maestro nel partire dalle piccole cose per arrivare a dipingere immagini che sono, da sole, l'essenza stessa della poesia quotidiana. Lui stesso si definisce nell'introduzione del libro, oltre che narratore, poeta.
    Il senso del tempo, come territorio di attesa e sviluppo di una semplice vicenda, ridotta all'essenziale, il punto messo al posto giusto come qualcosa che ci lascia senza fiato, perché magari si vorrebbe continuare a vedere, a capire, e invece, come un regista delle sue parole, Carver ci narra le sue piccole e dense realtà mutando continuamente la nostra prospettiva, dando voce più agli oggetti, al mondo minimo e nascosto, che non ai facili giudizi morali.
    I suoi personaggi sono tutti delle comparse, appaiono di tanto in tanto e dicono la battuta più bella del film, eppure sono così affascinanti da lasciare che ognuno di loro si possa ritrovare presto, come nel racconto "Biciclette, muscoli, sigarette", dove da un semplice episodio di litigio per una bicicletta che non si trova i bambini sfumano dal loro ruolo di protagonisti e lasciano il posto agli adulti, che non hanno parole per spiegarsi se non coi pugni, dopo inutili sospetti e tentativi di essere "grandi" in una società che li fa sentire "piccoli uomini" senza speranze.
   Siamo davvero fortunati a riconoscere l'America nascosta attraverso le sue pagine, o anche tra le immagini dell'Altman di "America oggi", o anche soltanto come ispirazione nello splendido film di P.T.Anderson, "Magnolia".
   Conclusione con consiglio direttamente da Carver:
Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Poi... ci alzeremo, e "creature di sangue caldo e nervi" come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione, la vita. Sempre la vita.

Raymond Carver, Da dove sto chiamando, Minimum Fax, pag. 582, £ 32000

Dario D'Amato  6 aprile 2000

trucco! trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! LibriTrucco!Home
trucco!