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Quattro amici di David Trueba
La storia on the road di quattro giovani uomini che non vogliono diventare adulti
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CON L'ANDARE DEL TEMPO I RAPPORTI DI AMICIZIA SI MODIFICANO, PERDONO DI INTENSITÀ oppure scendono di alcune posizioni nella nostra personale classifica di valori. David Trueba, autore di sceneggiature di successo come "Two much" e del precedente romanzo "Aperto tutta la notte", in "Quattro amici" ha voluto raccontare l'evolversi dell'amicizia tra quattro giovani uomini che al solo pensiero di diventare adulti, e assumersi tutte le responsabilità che il ruolo comporta, vengono assaliti dal panico. "Eppure (l'amicizia, ndr) non dev'essere un vincolo tanto solido, se l'elenco degli amici perduti è sempre più lungo di quelli conservati", si legge nell'esordio.
   Il tono del romanzo, come è solito in questo autore, è fortemente ironico, si potrebbe dire scanzonato, e fa venire in mente le atmosfere di alcuni film della "commedia all'italiana" di Monicelli o di Risi. In questo caso l'azione si svolge in Spagna, sulle strade di Saragozza, Madrid, Valencia. I quattro - Blas, Claudio, Raùl e Solo - comprano uno scassatissimo furgoncino che puzza di formaggio e partono, privi di meta, per un lunghissimo viaggio senza data di ritorno.
   Illusi.. I partecipanti sanno benissimo di avere a disposizione solo gli ultimi quindici giorni di agosto, ma s'impongono di ignorare il dettaglio. Meglio fantasticare sul titolo da dare alla vacanza, che ne conterrà anche il senso: il lungo viaggio verso la fica? viaggio al centro delle cosce? il giro del culo in ottanta giorni? ventimila leghe subnormali? Ciascuna ipotesi rende bene l'idea. Questo periodo trascorso in simbiosi, a lungo progettato e vagheggiato, assume il significato di una parentesi in un'esistenza che, per motivi diversi, a loro fa orrore. Per ognuno dei ragazzi, questi giorni fatti di incontri, avventure, sesso sognato o praticato (in solitudine o in gruppo), rappresentano il disperato tentativo di prolungare la sconsideratezza dell'adolescenza ormai lontana. Ma è inevitabile: la maturità è dietro l'angolo, incalza, assume le strane forme della consapevolezza. L'amicizia non può essere tutto. Anzi "È una presenza che non ti evita di sentirti solo, ma rende il viaggio più leggero".

Mariano Sabatini  15 giugno 2000

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