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RIPUGNANTE. ORRIBILE. Il viso apparentemente formato da due metà accostate l'una all'altra in modo irregolare: un occhio più basso dell'altro; denti radi, piccoli e aguzzi come quelli di un animale. Il corpo coperto da una lunga, sottile e incolore peluria.
Il classico "mostro", l'uomo-lupo.
Ma non è uscito dalla penna di Mary Shelly, bensì dalla tastiera di Patricia Cornwell, per ricomparire nell'ultimo romanzo della "saga" dedicata alle avventure di Kay Scarpetta, L'ultimo distretto, in uscita per la Mondadori: un regalo post-natalizio.
Il nuovo thriller inizia là dove il precedente, Black Notice, finiva: scampata miracolosamente alla selvaggia aggressione da parte del serial killer Jean Baptiste Chandonne - un tocco di classe francese non guasta mai - la Scarpetta si trova coinvolta, come sospettata, in un nuovo assassinio, quello del Sostituto Capo della Polizia, Diane Bray.
L'atmosfera è quella natalizia; ancora scossa dall'esperienza con Chandonne, Kay è attorniata dall'affetto degli amici: la nipote Lucy, che è in procinto di lasciare il dipartimento per una società privata, Ultimo Distretto, appunto (c'entrerà qualcosa?!), Pete Marino, il cui figlio, "ripudiato" anni prima, riappare improvvisamente, e l'amica di vecchia data, la psichiatra Anna Zenner.
Ma sembra che proprio qui stia una parte del problema - dal punto di vista narrativo, almeno.
I lunghi dialoghi, comprese le sedute terapeutiche fra Kay ed Anna, rallentano il ritmo e le pagine assumono un tono lacrimevole.
Come sempre l'autrice tesse intrighi in modo magistrale, ma occorre un certo sforzo per seguire i collegamenti continui con fatti accaduti in altri romanzi, soprattutto per chi legge per la prima volta.
Ma i fan della Cornwell, in patria come all'estero, sono così affezionati alle avventure della loro eroina, che il milione di copie stampate negli Stati Uniti dal suo editore sono sembrate una scelta riduttiva e troppo prudente.
Per concludere, non vi anticipo se riuscirà o meno a salvare la propria rispettabilità e a far trionfare la verità lottando contro indizi evidenti ed apparentemente inconfutabili, ma solo che dovrà fare i conti con i fantasmi del passato.
Ci viene assicurato che alla fine del romanzo sarà chiaro che la vita di Kay Scarpetta non sarà più la stessa. Tranquillo medico di famiglia? Pensionata in Florida? Oppure continuerà a lottare contro un mondo malvagio ed opprimente armata della sua sola "infinità onestà"?
Con calma: dobbiamo ancora leggere questo "Ultimo Distretto".
[Fonte: Barnes and Nobles]
30 novembre 2000
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