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Da Fara editore una raccolta di poesie
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La copertina del libro trucco! NELLA POSTFAZIONE DEL LIBRO, RENATO TURCI DEFINISCE L’AUTRICE de “L’animale”, Paola Turroni, la nuova Saffo ma anche la nuova Emily Dickinson: paragone azzeccato, e nemmeno troppo femminista se si legge l’opera della Turroni in chiave intimistica, proprio come questa è nata.
   “L’animale” è infatti una raccolta di poesie, anzi di pensieri per non fare torto all’autrice, che si rincorrono e si accavallano mostrando la fugacità del reale, la limitatezza del corpo, e la necessità della scrittura per la vita.
   Una necessità che si riscontra nelle emozioni che l’autrice reitera continuamente, celate magari sotto frasi apparentemente e grammaticalmente diverse ma concettualmente uguali (“voglio scrivere tutto”, “devo riuscire a prendere respiro e scrivere tutto”); una necessità palesata anche nel cambiamento del titolo del libro, che in origine era destinato a chiamarsi “”Ani-male / di /scr”v”ivere” ed è stato poi invece chiamato “Animale”.
   Proprio nella strana parola “scr”v”ivere” è nascosto il senso delle parole della Turroni: la difficoltà di percepire e di vivere nel mondo reale, di trovare un equilibrio stabile fra anima e corpo, di accettare anche la disarmonia esistente fra fisicità e spiritualità. La mancanza di questo equilibrio viene colmata dalla scrittura, che diventa redenzione e soprattutto liberazione da ogni condizionamento, imposizione dell’Io sulla società; tuttavia questa mancanza viene palesata anche nella struttura narrativa dell’opera, non divisa in blocchi fra loro contrapposti, ma in sezioni interscambiabili, con parole messe sulla pagina secondo lo schema mentale di chi le ha scritte. Tutto ciò per rendere chiara l’idea che l’Animale è il corpo umano senza anima, quello che si affida solo a se stesso, e che comunica solo tramite se stesso: è necessario elevarsi da questa condizione e fare in modo di riscoprire valori e tendenze di fondo ineluttabili per l’uomo, come la scrittura.
   C’è nei versi di Paola Turroni un qualcosa di quasi-religioso, che si presta bene ad interpretazioni mistiche anche se ancora di più in questa raccolta, e nell’autrice, si ritrova la sensibilità di un animo tutto umano, che reagisce alle paure e alle sfide della vita in maniera completamente umana ed emotiva; è questa la grandezza di “Animale” e di Paola Turroni, che saprà imporsi al mondo come qualche anno fa Marina Cvetaeva e Virginia Wolf hanno fatto, sciogliendosi però dai limiti imposti dall’essere considerata esclusivamente una “poetessa femminista”.


Paola Turroni, Animale, Fara Editore, £. 18.000 pp. 96

Veruska Anconitano  18-02-2001

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