COMINCIARE A LEGGERE "THE LAST LIFE" -il titolo italiano "L'innocenza perduta di Sagesse" non è proprio una traduzione fedele- significa fare la conoscenza di Sagesse LaBasse, colei che ci guiderà nel romanzo: da New York ripercorre gli eventi accaduti nel 1989, nel sud della Francia.
E' lì che sta trascorrendo un'adolescenza privilegiata, fatta di sole, amici e primi amori, almeno fino al momento in cui il nonno Jacques, tirannico e autoritario in famiglia come con i dipendenti, spara, una sera, contro un gruppo di ragazzi, fra i quali la nipote, che si sono introdotti nella piscina dell'albergo di cui è proprietario.
Per aver ferito una ragazza, è condannato a sei mesi di reclusione, ma la vicenda ha conseguenze inimmaginabili sui delicati legami familiari: manda in frantumi una quiete quasi irreale e scatena fantasmi di un passato che risale a parecchi anni prima.
Immersa nelle normali preoccupazioni adolescenziali, Sagesse è costretta improvvisamente a distinguere, nella storia sua famiglia, la realtà dalla finzione.
La violenza del gesto del nonno, isolandola dalla comunità e dagli amici, la costringe a rivedere fatti del presente e del passato con una nuova maturità.
E' così che episodi della storia francese legati al colonialismo in Africa si intrecciano con i destini e le vicende personali degli altri personaggi: Jacques, un rifugiato algerino arricchitosi grazie agli investimenti effettuati nel paradiso assolato del sud della Francia, e sua moglie Monique; la madre di Sagesse, americana e depressa, che fa di tutto, ma inutilmente, pur di essere accettata; suo padre Alexandre, ribelle e suicida, vissuto nell'ombra di Jacques, costretto a dipendere dall'aiuto del padre dopo la nascita di un figlio, Etienne, con gravi problemi fisici e psichici.
E più a fondo scava nel passato, più Sagesse percepisce come ineluttabile il fatto che sia il passato a definire il presente e, come in un duello ad armi impari con la storia, l'individuo deve riuscire a conciliare il prima e il dopo, le speranze e la sofferenza, le apparenze e l'essenza profonda degli esseri e delle cose.
Addentrandoci nella lettura, fra memorabili passaggi dedicati all'Algeria o nelle scene di tedio familiare -che di noioso, però, non hanno nulla- non potremo non convincerci che Sagesse riuscirà a sopravvivere a tutto questo, a vivere la propria verità in un modo tutto suo, conscia del fatto che "chi rivendica la saggezza, rivendica la sofferenza".
Messud Claire, L'innocenza perduta di Sagesse, 400 pp., £.32000, Piemme
(data di pubblicazione prevista: Giugno 2001)
Guida Supereva 13-06-2001