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PROUST E I SEGNI
Dal filosofo che si considerava una sorta di 'bricoleur' di concetti e pensieri, un interessante approfondimento sull’opera principale di Proust
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Proust e i segni trucco! GILLES DELEUZE È STATO UNO DEGLI ULTIMI GRANDI PENSATORI DEL SECOLO SCORSO, tanto prolifico e poliedrico quanto poco apprezzato dalla critica e dall’ambiente accademico.
   Scomparso nel 1995, suicidatosi dopo una lunga malattia, ci ha lasciato lavori che hanno perlustrato diversi campi di ricerca: come filosofo si era orientato verso l’analisi del pensiero dei più importanti autori della storia della filosofia – Spinoza, Leibniz, Hume, Nietzsche… - ma lo ricordiamo anche per le opere che meglio hanno caratterizzato il suo “pensiero nomade”, quelle dedicate al cinema, alla pittura, alla psicoanalisi ed alla letteratura, come nel caso di questo saggio sulla Recherche.
   La mole di letteratura nata attorno ai capolavori di Proust è immensa: di “Alla ricerca del tempo perduto” è stata approfondita la genesi, sono stati delineati caratteri e le peculiarità dei personaggi, è stato sviscerato ogni aspetto dello stile e delle tecniche narrative, ma in questo saggio di Deleuze viene approfondito l’aspetto filosofico della “Ricerca”.
   Viene descritto il personaggio principale: il Tempo.
   Senza pretendere di dare in poche righe una spiegazione che sarebbe imprecisa rispetto a ciò che potrete leggere direttamente, è bene sapere che il tempo di Proust ha quattro dimensioni, una in più rispetto allo spazio: il Tempo perduto e il tempo che si perde, il Tempo ritrovato e il tempo che si ritrova.
   In una dimensione temporale così complessa, il narratore della “Ricerca” deve collezionare e interpretare i “segni” attorno a lui: i sentimenti, i luoghi, la natura e l’arte.
   Solo una volta decifrati, acquisteranno un senso ed assumeranno i contorni di un apprendistato, l’apprendistato di un uomo alle lettere.
   Tanto conciso e strutturato – quanto Proust è prolisso e minuzioso nei particolari, Deleuze, ci racconta in definitiva ciò che lui stesso legge nella “Ricerca”, senza fare una noiosa analisi letteraria.
   Se è vero che ogni individuo costituisce un universo a sé, ci sono letture diverse per ogni lettore e ciascuno, il poeta, il filosofo, l’innamorato, l’appassionato, troverà nell’opera principale di Proust, non ciò che cerca, ma ciò di cui ha bisogno.
   Sia come “iniziazione” all’universo del grande autore francese, sia come strumento per approfondire la sua “conoscenza”, questo libro resta una delle produzioni più accessibili di Deleuze, originale nei contenuti e innovativo nell’approccio filosofico.

Deleuze Gilles, Marcel Proust e i segni, traduzione di Lusignoli C., De Agostini, pagg. 167, £.28000, Piccola biblioteca Einaudi (data di pubblicazione prevista: Aprile 2001)

Guida SuperEva  28-03-2001

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