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LA RIVOLUZIONE DELLE MISURE
La storia della grande avventura della Francia rivoluzionaria che grazie al coraggio di due astronomi finisce col rivoluzionare anche bilance e distanze, creando un sistema di misurazione universale
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Denis Guedj trucco! ALGERINO DI NASCITA, PARIGINO DI ADOZIONE, MATEMATICO E DOCENTE DI STORIA delle scienze all'università di Paris VIII, Denis Guedj nel suo "Il teorema del pappagallo", edito dalla Longanesi, ha avuto il merito di trasformare una materia non sempre amata - la matematica - in un avvincente romanzo ricco suspense.
   Per chi non lo conoscesse, nelle quasi cinquecento pagine infarcite di aritmetica, un libraio in pensione si trova a risolvere il mistero della morte di un amico che gli ha lasciato in eredità una biblioteca composta da soli testi matematici.
   Riuscirà anche il romanzo che sta per essere pubblicato, sempre da Longanesi ne "La Gaja Scienza", a testimoniare la capacità di questo autore nel proporre come una piacevole lettura un episodio realmente accaduto, legato all'origine del sistema di misurazione che stiamo tuttora usando, il sistema metrico decimale?
   I presupposti sembrano essere buoni.
   Parigi, giugno del 1792, Condorcet proclama all'Assemblea legislativa che presiede che è necessario dare al mondo una misura universale, "in ogni tempo e ad ogni popolo". In effetti, ciò che la Rivoluzione intende eliminare, così come l'alto numero di dialetti che impedisce alla gente di capirsi, è la diversità nei pesi e nelle misure da un paese all'altro, da regione a regione - lo stesso potere economico era stato esercitato per secoli anche attraverso l'imposizione di misure, pesi e monete. La Rivoluzione decide di uniformare tutto. Adotta il sistema metrico decimale e, come unità di misura, il "metro", che corrisponde all'incirca alla quarantamilionesima parte del meridiano terrestre.
   Non un meridiano qualunque, ma quello che due astronomi, Pierre Méchain e Jean-Baptiste Delambre, sono incaricati dall'Accademia delle Scienze di misurare: quello che passa attraverso Dunkerque e Barcellona.
   La loro avventura dura sette anni, durante i quali devono affrontare mille prove, dovute alle condizioni di lavoro, alle persone incontrate ed ai luoghi attraversati; all'ignoranza, alla diffidenza ed alle calunnie…
   Nonostante le "ombre" del periodo post-rivoluzionario vedano l'eliminazione di scienziati, quali Lavoisier, padre del "chilogrammo" e autore di numerose scoperte nel campo della chimica, del filosofo Condorcet, che aveva sostenuto l'idea di uniformare il sistema di pesi e misure, e del matematico Romme, padre del calendario repubblicano, il lavoro dei due astronomi viene portato a termine, spesso grazie all'aiuto di persone "illuminate" che comprendono il valore di queste misurazioni.
    Il 22 giugno de 1799, il Metro e il Chilogrammo in platino sono presentati al Consiglio dei Cinquecento dalla Commissione internazionale che ha lavorato sulle misure di Méchain e Delambre. Da allora i mezzi di misurazione sono cambiati; divenuti più sofisticati hanno permesso la correzione di diversi errori, ma grazie alla ricostruzione di questa vicenda da parte di Guedj, forse, la prossima volta che avremo fra le mani un metro, un semplice metro di legno o di metallo, lo guarderemo per un attimo con occhi diversi!

Guedj Denis, Il meridiano, traduzione di Gargano O., Longanesi - La Gaja scienza, 350 pagine, £ 32.000
(data di pubblicazione prevista: Marzo 2001)

guida superEva  30-01-2001

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