CI SARÀ UN MOTIVO SE, QUANDO SI PENSA ALLA LETTERATURA ITALIANA, VIENE SPONTANEO UNO SBADIGLIO. E c’è un motivo se non accade prendendo in mano uno dei romanzi di Niccolò Ammaniti, ex autore giovane di "Branchie" e "Fango", con i quali ha fatto gridare ad una rinascita della nostra narrativa all’insegna dei nuovi cannibali. Una definizione che a loro – Ammaniti, Aldo Nove, Isabella Santacroce e gli altri – non è mai piaciuta. Già con "Ti prendo e ti porto via" (pubblicato da Mondadori), Ammaniti aveva dato una sterzata alla propria produzione letteraria. Con il recente "Io non ho paura" mi sembra che lo scrittore romano porti di gran lunga avanti la sua evoluzione e maturazione.
La sua narrazione è felice, fluida, adulta, e conserva comunque i caratteristici elementi di freschezza e naturalezza. Per usare uno slogan (con tutti i limiti e i vantaggi che hanno le frasi ad effetto) , si può dire che: il cannibale Ammaniti ha divorato se stesso; generando così un narratore degno del nome. Un creatore di storie coinvolgenti. Come questa, che vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina, per il senso di attesa, di stupore e mistero che sprigiona.
E non farà certo dispiacere ad Ammaniti sapere che "Io non ho paura" assomiglia, nelle atmosfere così vicine alla vita reale, allo "Stand by me" di Stephen King. Nel 1978, in una non meglio identificata campagna del sud, nell’immaginario paesino di Acqua Traverse si svolge una vicenda di bambini e di adulti in una estate caldissima, la più afosa del secolo.
Al di là della trama, che strizza l’occhio dapprima al mistery e poi prende a prestito alcuni spunti gialli, è interessante notare come Ammaniti abbia abilmente ricostruito le dinamiche del branco. Perché di questo, cinicamente, si tratta. Michele è un ragazzino di nove anni che scopre un terribile segreto e deve muoversi, spinto dalla sua non doma sensibilità, difendendosi sia dal clan degli abbrutiti adulti, che sembrano aver perduto il contatto con la realtà, sia da quello dei suoi perfidi coetanei. Non perderà la sua verginità affettiva e psicologica, Michele, ma a quale prezzo?
E’ da leggere, è da leggere, passate parola.
Nicolò Ammaniti, Io non ho paura, Edizioni Einaudi (Tascabili. Stile Libero), pag. 219, £. 16.000
Mariano Sabatini 22-06-2001