AVREBBE MAI IMMAGINATO L'AUTORE FRANCESE DI POTER ISPIRARE ADDIRITTURA UN SERIAL-KILLER? E' PROPRIO CIÒ CHE SUCCEDE in "La dissoluzione di Proust" -"Décomposition" nel il titolo originale di Anne Garréta, una scrittrice, anch'essa francese, che ama farsi desiderare dai propri lettori, avendo pubblicato in quindici anni "solo" quattro romanzi.
"La dissoluzione di Proust" si riassume in poche righe: uno strano serial-killer utilizza "Alla ricerca del tempo perduto" come libro ispiratore.
Già, ma per ispirare, con criteri strettamente letterari, la scelta di vittime sconosciute!
In realtà non sapremo mai, nonostante sia il narratore della vicenda, se si tratta di uomo o donna (confusione - o mistero - probabilmente voluta dall'autrice, poiché già presente in un'opera precedente), ma ne diventiamo i complici, perché siamo a conoscenza del suo folle piano, sostenuto dalla necessità di trovare una motivazione per ogni omicidio.
La sua scelta è caduta, come abbiamo accennato, sull'opera proustiana di cui eliminerà, uno ad uno, i personaggi principali, seguendo regole grammaticali: l'accordo del genere (maschile o femminile) e in numero (al numero di riga corrisponde il numero ordinale dei passanti). E' come se dopo le innumerevoli tesi a cui è stato sottoposto il famoso romanzo, il nostro assassino abbia voluto essere il più fedele, trovandogli un nuovo senso: l'omicidio.
La stessa autrice ha ammesso, in un'intervista, di aver evidenziato la parte violenta e crudele già presente nella "Ricerca" - basti pensare, ci spiega, ad alcuni passaggi presenti nel romanzo in cui Proust è citato senza cambiare neppure una virgola.
Nessuna implicazione sentimentale caratterizza dunque questo killer, filosofo e culturalmente molto preparato, che, una volta commesso il crimine, elimina dal proprio computer ogni frase in cui quel personaggio compare. Da qui, la riflessione brillante, ma complicata sull'arte del romanzo, fatto questo che costringe i lettori che riusciranno ad arrivare alla fine di questo libro "difficile", ad una costante attenzione.
Anzi, come tutte le opere della Garréta, non si assiste ad una vera e propria fine, ma, dopo aver trovato la logica interna, il meccanismo "infernale", sarà il lettore a dare una conclusione: ci sono i morti, ma mancano i poliziotti, la legge, chi, cioè, è predisposto ad interpretare i segni, gli indizi, le tracce lasciate dal colpevole. E' il lettore che deve trovare una spiegazione: nessuno lo farà al suo posto.
Impossibile da inquadrare in un unico genere, questo romanzo costituisce la prova che Anne Garréta, con il suo stile classico, frutto di precise scelte stilistiche e strategie estetiche, occupa un posto del tutto particolare nel panorama letterario francese.
Anne F. Garreta, La dissoluzione di Proust, 168 p., Lit. 25000, I libri neri n. 13 Robin, (data di pubblicazione prevista: Novembre 2001)
Guida Supereva 14-11-2001