ERA INIZIATO COME PER GIOCO. La cantante che doveva posare come modella per Greta non era potuta venire e Greta aveva chiesto al marito Einar, anche lui pittore, di sostituirla.
Einar aveva provato un fremito, al contatto della seta dell’ abito femminile. “Perché non ti chiamiamo Lili?”, aveva proposto la moglie.
Da allora Lili aveva incominciato a frequentare la loro casa e poi aveva fatto la prima apparizione in pubblico, ad un ballo. Einar e Greta si riferiscono sempre a Lili parlandone alla terza persona, come fosse veramente un’ altra, la “cugina” di Einar che presentano agli amici.
Lentamente affiora il “doppio” di Einar, un doppio che è la parte femminile di lui a lungo repressa, dopo alcuni episodi dell’ infanzia in cui era stato severamente sgridato dal padre.
E Greta, forse con una leggera perversione, lo aiuta in questa trasformazione, che è poi una trasformazione per entrambi. Mentre Einar, intento a far emergere Lili da sé, smette completamente di dipingere, Greta si afferma come pittrice rappresentando di continuo Lili nelle sue tele.
Viene il momento in cui la coppia deve lasciare Copenhagen, quasi che un’altra città sia necessaria perché Lili possa venire alla luce. Iniziano anche i primi consulti con i medici, anche in seguito a strane emorragie di Einar- Lili.
C’ è il medico che pensa sia un caso di schizofrenia, quello che propone una lobotomia, e finalmente il medico tedesco che è disposto a fare un intervento definitivo.
Il libro è diviso in quattro parti, come le quattro stagioni, tra il 1925 e il 1931, a Copenhagen e poi a Parigi, a Dresda e di ritorno a Copenhagen. Nella prima parte c’è lo sbocciare di Lili, che poi fiorisce a Parigi, mentre a Dresda inizia chirurgicamente la scomparsa di Einar, che “muore” per la burocrazia a Copenhagen, lasciando definitivamente il posto a Lili.
Una storia straordinaria basata sulla vita del pittore danese Einar Wegener che fu il primo uomo ad essere operato, nel 1931, per cambiare sesso.
Lungi dall’ essere la vicenda piccante di un transessuale, lo scrittore americano Ebershoff riesce a scrivere una storia romantica del turbamento psicologico e delle sofferenze di entrambi i protagonisti. Perché, nella ricerca della sua identità sessuale, Einar è lacerato tra il desiderio di essere donna e il disgusto per il suo essere uomo, e Greta, per amor suo, deve accettare di perdere il marito.
Quando Lili le confessa di essere innamorata di un uomo, cogliamo la tristezza nelle parole di Greta: “Ci sono ancora momenti in cui ti guardo e penso che non molto tempo fa io e te eravamo sposati e vivevamo in quel piccolo spazio buio tra due persone che è il matrimonio.
David Ebershoff, La danese, Ed. Guanda, pp. 311, L.28.000
Marilia Piccone 11-10-2001