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INCONTRO CON ARTO PAASILINNA
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Arto Paasilinna trucco! HA SESSANT’ ANNI, ARTO PAASILINNA, E IN FINLANDIA È UN AUTORE DI CULTO.
   Lo dice il suo editore, Jorma Kaimio, che ha accompagnato lo scrittore in questa tournée italiana per la presentazione del suo ultimo libro, 'Lo smemorato di Tapiola', pubblicato dalla casa editrice Iperborea.
   Un libro che è la storia di un’ amicizia tra un vecchio agrimensore che non si ricorda più neppure il suo nome e un giovane tassista che lo accompagna a trovare un ex-commilitone nel nord della Finlandia, incorrendo in una serie di avventure. divertenti e grottesche.
   Martedì 11 settembre, un giorno che nessuno di noi potrà dimenticare, ho incontrato Paasilinna alla Libreria del Tascabile di Milano.
   Simpaticissimo, pieno di spirito che abbiamo potuto apprezzare grazie all’interprete Helinä Kangas che è anche la sua traduttrice, perché il finlandese non assomiglia a nessuna delle lingue nordiche ed è assolutamente incomprensibile.
   E’ sempre il suo editore che ci dice che, nonostante Paasilinna sia molto amato e molto letto in Finlandia, la critica ufficiale lo snobba, perché si pensa che i grandi scrittori non possano essere apprezzati da un vasto pubblico.
   Ma i romanzi di Paasilinna si possono leggere a livelli diversi: sono storie on the road, storie di avventure che piacciono anche ai giovanissimi, ma contengono anche dei temi molto impegnativi, come la fine del mondo, la morte, la vita dopo la morte, il suicidio, la malattia mentale.
   Ci sono dei lettori che hanno affermato che Paasilinna ha cambiato la loro vita, perché i personaggi dei suoi libri riescono a comunicare il coraggio di cercare la libertà.



   Mi ha colpito una certa tenerezza, nello 'Smemorato di Tapioca'. Si parla di una forte amicizia fra l’ anziano protagonista, colpito da amnesia, e un giovane tassista che si prende cura di lui. Ha voluto dire che può esistere un’amicizia che superi il gap generazionale?

   Ho voluto parlare dell’ Amicizia e in questo libro ci sono due tipi di amicizie: quella tra i due vecchi commilitoni che si ritrovano dopo tanti anni e decidono di compiere un’ ultima impresa insieme e quella fra due persone di due generazioni diverse. Volevo sottolineare l’ importanza dell’ amicizia a qualunque età.

   Qual’ è la molla interiore che lo spinge a scrivere?

   Potrei dire che tutti gli scrittori sono narcisisti e che desiderano vedere le loro opere stampate. Ma ci deve essere anche una vocazione.
   Non basta voler scrivere una bella storia, bisogna avere anche qualcosa da dire. Io sono un umorista, ma non scrivo solo per divertimento.

   Come mai nei suoi romanzi ritorna spesso il tema della fuga?

   La forma dei miei romanzi è picaresca. Parlo della peregrinazione, del viaggio, della fuga, oppure a volte i personaggi sono proprio persi. Nello 'Smemorato di Tapiola' il protagonista è in viaggio, ma non sa per dove, né sa da dove viene.
   Trova poi con l’ amico commilitone un punto di arrivo, quando si propongono di distruggere la fattoria. Per me la forma picaresca è un modo naturale di raccontare una storia.

   Alcuni lettori hanno detto che la loro vita è cambiata dopo aver letto un suo libro. C’è in lei un desiderio cosciente di provocare questo cambiamento?

   In un certo senso voglio influenzare la gente con la mia scrittura. Ho scritto un libro, 'Suicidio collettivo splendido', tutti sanno come noi finlandesi abbiamo la malinconia nel cuore che ci spinge a suicidarci abbastanza spesso- perché volevo trattare questo tema, volevo far riflettere.
   Dalle telefonate che ho ricevuto ho saputo che ero riuscito nel mio intento e che alcuni lettori hanno rimandato il suicidio. Non voglio interferire con la vita degli altri, ma voglio proporre delle alternative se la vita è diventata insopportabile per qualcuno.

   Nella sua biografia leggiamo che ha abbandonato il giornalismo perché ne era stanco. Che cosa pensa del giornalismo?

   Ho lavorato come reporter per 10 anni. Poi, verso la metà degli anni ’70 la stampa diventava sempre più scandalistica e mi sono sentito frustrato. Era assurdo che venissi mandato a intervistare Miss Finlandia, per quanto piacevole potesse essere. Ho venduto la mia barca e, con quei soldi, mi sono ritirato a scrivere 'L’anno della lepre'. Da allora ho fatto solo quello.

   Com’è stata la sua infanzia?

   Ero un bambino quando abbiamo dovuto sfollare, perché i russi hanno occupato la zona in cui abitavamo. Ci hanno dato un appezzamento agricolo in Lapponia.
   Noi bambini costruivamo capanne sugli alberi, si andava a pesca, io amavo dipingere, fare fotografie. Ho fatto anche un giornalino in casa. E leggevo tantissimo.
   Facevo venti Km. in bicicletta per andare a prendere libri da leggere in biblioteca e una volta faceva così freddo che le mani mi si sono congelate e sono rimaste attaccate al manubrio.

   C’è un libro in particolare, fra quelli che ha letto, che l’ ha influenzata?

   Non posso indicare un libro che mi ha cambiato la vita. Ho letto tanto e penso sia un’ esperienza importantissima: è grazie alla lettura che possiamo vivere più vite, oltre alla nostra.
   Leggere, per me, è anche un lavoro, oltre che un hobby: è uno degli hobby più interessanti. Mi metto sul divano a leggere e dico a mia moglie: Ma non vedi che sto lavorando?

Marilia Piccone  20-09-2001

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