MICHELE RUELE, NATO A ROVERETO il 24 febbraio 1964 e ora residente a Trento, recupera, attraverso una ricerca che sconfina nella filologia e nella storia locale, schegge di vita quotidiana del Trentino di fine Seicento.
Quattro brevi racconti dalla struttura narrativa lineare come quella di un racconto popolare dove frate Amodeo, un religioso dai toni pacati, talvolta anche paterni, non è che uno dei tanti attori.
Se ne diventa il protagonista è per le sue riflessioni, spesso acute, altre volte semplicemente intrise di un misto di saggezza popolare e sapienza cristiana.
I singoli episodi sono infatti più un espediente per raccontare quel piccolo mondo ormai scomparso, spesso facendo riferimento a efficaci immagini pittoriche, reali o immaginarie, verso le quali l'autore mostra una particolare sensibilità, piuttosto che trovare fine in se stessi.
Di per sè, anche quando l'azione sembra lasciare spazio a situazioni avventurose, non riguarda che avvenimenti di minima importanza, che non troverebbero alcun interesse se non proprio nell'evocazione di un tempo passato.
Il racconto si avvantaggia però dell'immediatezza e della naturalezza, dal gusto arcaico, del vernacolo trentino. In un primo momento la narrazione sembra incespicare, ma dopo quell'ora sufficiente a terminare il volume si ha acquisito una certa familiarità con i luoghi e il carattere di frate Amodeo, il quale è nel frattempo diventato un piacevole compagno di viaggio da cui ci si congeda con rammarico.
Le prime tre delle quattro novelle, sono presenti anche online alla pagina I racconti di frate Amodeo.
Molto interessante soprattutto per l'impaginazione perché, a differenza del formato cartaceo, è accompagnata da un interessante materiale iconografico a volte indispensabile per comprendere corretamente le intenzioni dell'autore.
Michele Ruele, Storie di frate Amodeo , Fara Editore, pp.63, 6.20 Euro
Matteo F. M. Sommaruga 03-10-2001