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INTERVISTA A GIUSEPPE CULICCHIA
Anselm, un formichiere per amico
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Giuseppe Culicchia trucco! NON CHIAMATELO "GIOVANE-SCRITTORE". A PARTE IL FATTO CHE HA IL CAPELLO BRIZZOLATO (MA QUESTO POCO CONTA), L'AUTORE DI "TUTTI GIÙ PER TERRA", "Paso Doble", "Bla Bla Bla" "Ambarabà" è ormai giunto al suo quinto romanzo. In "A spasso con Anselm" Giuseppe Culicchia racconta le avventure di Anselm, un simpatico formichiere di due metri e mezzo con il quale convive da dieci anni in un mini appartamento a Torino. Un formichiere colto (è laureato in filosofia teoretica), poliglotta (si sa che i formichieri in quanto a lingua stanno messi bene), con un debole per Beautiful, per i vestiti e per la cucina siciliana. La meraviglia con cui guarda il mondo, l'indignazione verso gli orrori di cui sono capaci solo gli esseri umani e l'ingenuità disarmante fanno di Anselm un nuovo eroe positivo dei nostri giorni, ce ne parla Culicchia stesso in questa intervista.

Anselm sembra la personificazione, pardon, la "formichierizzazione" del fanciullino pascoliano: guarda il mondo con meraviglia e affronta i grandi problemi dell'umanità (la povertà, l'inquinamento, la manipolazione genetica, il problema delle adozioni, il razzismo) con semplicità e candore. Quanto è importante per uno scrittore conservare questa componente di stupore e ingenuità?
   Culicchia Importantissimo, credo. Prima naturalmente (quando ero davvero giovane, e non ancora un "giovane scrittore") non lo sapevo, ma oltre una certa soglia (diciamo oltre i trenta, per semplificare) ci si ritrova un po' più cinici e meno attenti, meno disposti a farsi mettere in discussione; il lavoro occupa (se c'è) uno spazio enorme dentro di noi, e non facciamo più caso a una quantità incredibile di cose, che magari fino a poche stagioni prima ci incantavano o indignavano o meravigliavano a seconda de casi.
   Così lo sguardo di Anselm mi ha permesso di riprendere un poco il filo di un discorso interrotto, spezzato. Anselm è un archeologo, o meglio scava nell'immondizia alla ricerca di qualcosa.

Dieci anni di convivenza non sono pochi, è un po' come essere sposati. Si dice che marito e moglie con gli anni tendono ad assomigliarsi: tu ed Anselm in che cosa vi assomigliate?
   Culicchia A parte la coda, non molto; direi che Anselm, geloso com'è della sua personalità, si arrabbierebbe moltissimo se per caso io mi attribuissi qualche somiglianza più o meno diretta. Diciamo piuttosto che molto spesso mi succede di desiderare di essere un formichiere; Anselm del resto lo dice chiaramente: meglio formichieri che uomini.
A spasso con Anselm trucco!       Anselm ad un certo punto della sua vita decide di diventare punkabbestia: sfoggia una cresta verde in testa, indossa magliette con slogan punk (NEVER TRUST A HIPPIE o CASH FROM CHAOS) e canticchia le canzoni dei Sex Pistols: quanto ha contato nella tua adolescenza la musica punk e in che modo ha poi influenzato il tuo modo di scrivere?
   Culicchia Il punk è stato fondamentale per molteplici ragioni; in breve: per l'energia; per la voglia di fare cose anche se non si avrebbe alcun titolo per farle; per la capacità di sopravvivenza in quest'immondezzaio; per lo sberleffo nei confronti dell'esistente; per il ritmo, che ho cercato di mettere nelle pagine di "Tutti giù per terra"; per l'ironia; per il grottesco; per il non credere in niente, e pensare che tutto è possibile.

I disegni di Anselm all'interno del libro sono opera tua (e sono proprio belli). Disegnare è un'altra tua passione o è stata una scelta del tutto casuale?
   Culicchia Ho sempre disegnato ma non avevo mai pensato di mettere disegni miei in un libro. Poi però i formichieri che mi hanno fatto vedere in Garzanti non erano Anselm, e io ho mostrato loro degli schizzi per far capire ai loro disegnatori com'era Anselm. E così hanno scelto i miei Anselm (io ero comunque avvantaggiato, disponendo dell'originale).

Scrittore, disegnatore e traduttore anche. Quest'anno è uscito in libreria una nuova edizione di "American Psyco" di Bret Easton Ellis nella tua traduzione. Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato traducendo Ellis?
   Culicchia Certi termini tecnici, quando descrive gadget tecnologici e cose così; e poi rispettare il più possibile la voce originale, e la punteggiatura, per non tradire il ritmo del libro. Ma complessivamente è stato soprattutto un grande divertimento, e un onore (parola desueta: ma non ce ne sono altre). "American Psycho" era (è) uno dei libri della mia vita, come "Fiesta" di Hemingway "Il grande Gatsby" di Fitzgerald o "Estinzione" di Bernhard o "Berlin Alexanderplatz" di Doblin o "Fame" di Hamsun o "America" di Kafka, e quando mi hanno chiesto di tradurlo mi sembrava un sogno (sarò sempre grato a Marisa Caramella).

Stai lavorando a qualche altra traduzione adesso?
   Culicchia E' appena uscito "Lo sfidante" di F.X. Toole, un libro di racconti sul pugilato.

Un'ultima domanda, che però mi sta particolarmente a cuore: ma Anselm tornerà?
   Culicchia Chissà. Dipende da lui, più che da me.

Giuseppe Culicchia, "A spasso con Anselm", Garzanti, 148 p., L. 19.000

Anna Vasta  12-12-2001

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