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ON GREEN DOLPHIN STREET, SEBASTIAN FAULKS
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La copertina trucco! WASHINGTON, 1959. UN RICEVIMENTO PER FESTEGGIARE L’ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO DI CHARLES E MARY VAN DER LINDEN.
   Sono inglesi, lui è nel corpo diplomatico, lei ha quarant’anni. Tra gli invitati c’è un giornalista di New York, Frank Renzo. Sono i tre personaggi principali, i protagonisti di un triangolo d’amore.
   Ma sono gli anni ’50, il ruolo della donna è ancora quello di offrire un focolare tranquillo in cui gli uomini possano dimenticare l’orrore della guerra, l’adulterio non è ancora diventato un passatempo comune.
   Una donna forte, Mary, di quella forza e serenità che vengono dalle sicurezze della prima infanzia. Una donna che ama la sua famiglia e che si siede dal lato opposto della stanza la prima volta che si trova sola con l’uomo da cui è attratta, perché è una donna sposata.
   Ma sta attraversando un periodo di crisi. Il marito è alcolizzato, i due bambini sono a studiare in Inghilterra, sua madre sta morendo di cancro E si innamora di questo giornalista che ha avuto una vita dura, ha conosciuto la povertà, è andato all’università approfittando della possibilità offerta ai reduci.
   Come nei precedenti romanzi di Faulks, non c’è soltanto la storia d’amore in questo libro. Dall’Europa della prima guerra mondiale (“Il canto del cielo”) e dell’occupazione tedesca in Francia (“La guerra di Charlotte” da cui è stato tratto il film con Cate Blanchett) la scena si sposta in America, negli anni della guerra fredda. La gente discute la candidatura di Kennedy alla presidenza, è ancora vivo il ricordo degli anni del maccartismo e della paura fobica del comunismo, solo pochi anni prima un ragazzo di colore è stato ucciso in uno degli stati del Sud per aver “guardato con insistenza” una donna bianca, il controllo dell’ FBI è minaccioso quanto quello del KGB. Washington è la facciata dell’America, New York è la realtà.
   Quando Mary incomincia a recarsi sempre più spesso a New York per incontrare Frank, scopre con lui l’amore e un mondo nuovo. Non solo le strade percorse a piedi, i negozi di libri usati, gli antiquari, le trattorie, i jazz-club, ma anche una società ingiusta e razzista. Verrà il momento in cui Mary, imprigionata nel “carcere dei buoni propositi familiari”, deve prendere una decisione. Tormento di una scelta che rivedrà e poi cambierà ancora, finché sarà il destino a scegliere per lei.
   Romanzo di delicati rapporti interpersonali in cui, stranamente, sono gli uomini a sembrare più fragili, affresco di una nazione in un’epoca di passaggio a cui fa da colonna sonora la tromba di Miles Davis che suona “On green dolphin street”, in un’atmosfera che, tra ricevimenti e decisamente troppi alcolici, ci ricorda l’età del jazz, con il desiderio di divertirsi e di stordirsi dopo la fine di un’altra guerra.

Sebastian Faulks, On green dolphin street, Marco Tropea Editore, pp.352, Euro, 16,80

Marilia Piccone  16-05-2002

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