1776, MANCANO PIÙ DI DIECI ANNI ALLA RIVOLUZIONE FRANCESE, IN AMERICA LE COLONIE STANNO COMBATTENDO PER L’INDIPENDEnza dalla corona britannica, a Firenze regna il Granduca Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa d’Austria e fratello dell’ Imperatore Giuseppe II.
Ha un grande sogno, Pietro Leopoldo, quello di essere un sovrano illuminato, di abolire la servitù, i privilegi feudali ed ecclesiastici, riformare la Giustizia e abrogare la pena di morte. Gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità, insomma, in anticipo sui tempi e in rispetto del secolo dei lumi. Troppo in anticipo sui tempi, forse.
Viene trovato morto l’ingegnere che sorveglia i lavori di costruzione della strada che dovrà collegare Firenze con Modena e proseguire verso il Nord, verso l’ Impero. Una strada per liberalizzare il commercio, secondo Pietro Leopoldo. Oppure per rendere più facile l’avvicinarsi delle truppe austriache, secondo altri.
E’ un primo delitto che inizia una serie di eventi drammatici: degli operai, accusati dell’omicidio, vengono uccisi, ma muore anche il capitano di giustizia responsabile della strage. Pietro Leopoldo cade in un’imboscata mentre si reca sul luogo di questi avvenimenti; la sua scorta viene trucidata, solo lui viene risparmiato. E’ stato un errore?
E chi è il gigante biondo, Lupo, che parla italiano e croato, discute di filosofia con il granduca a cui ha salvato la vita? Pietro Leopoldo porta sempre con sé delle carte cifrate di importanza incalcolabile per le colonie americane. Perché è così importante che non arrivino mai a destinazione?
Che fardello di colpe da portare, per un sovrano che mette il bene del suo popolo avanti a tutto, essere il responsabile indiretto di tanti morti, perché altri se ne aggiungono, uccisi in maniera spietata. E’ forse inevitabile che qualunque Nuovo Mondo, al di là e al di qua dell’ oceano, debba nascere sulle ceneri e sul sangue?
Passioni d’amore e interessi politici, tradimenti e fedeltà, storia e romanzo, filosofia e feuilleton: un ottimo giallo storico, con una trama avvincente e intelligente, colto e perfettamente costruito, equilibrato nei diversi intrecci, convincente nei personaggi, fresco nelle pennellate di colore locale.
Leonardo Gori, che si era già rivelato un buon scrittore con il suo primo romanzo, “Nero di Maggio”, uscito lo scorso anno, ha fatto un salto di qualità in questa sua seconda prova. Uno scrittore da tenere d’occhio.
Leonardo Gori, I delitti del mondo nuovo, Ed. Hobby&Work, pp.359, Euro 15,50
Marilia Piccone 27-01-2002