“SINGAPORE SLING” NON È SOLO UNA BEVANDA TIPICA DEL LUOGO, ma anche il titolo di un brillante romanzo dello scrittore-viaggiatore Giancarlo Narciso, ambientato in una Singapore torrida e a tratti inquietante.
E' qui che si incontrano due personaggi tra loro troppo simili per non riconoscersi a vicenda ed intraprendere un viaggio comune. Innanzi tutto sono entrambi italiani: trattasi di Rodolfo Capitani, traduttore freelance un po’ bohemienne (come ogni freelance che si rispetti) e Marco Valbusa, Dirigente della fantomatica Società "Sigmatech" sono in fondo soltanto due giramondo senza troppi scrupoli e pregiudizi, che amano prendere la vita come viene, talmente innamorati delle emozioni da non sapervi rinunciare, consapevoli che probabilmente non ne vale la pena.
Vincitrice del Premio Tedeschi 1998 e qui proposta in una nuova edizione riveduta e corretta (dall’autore, e non dai soliti editors tanto di moda) quest’opera snoda la sua trama sotto l’occhio compiaciuto del lettore, che ha la sensazione d’assistere ad un film cartaceo, che prende corpo pagina dopo pagina nel rispetto della coerenza di un ritmo vertiginoso, con accelerazioni ben completate da opportuni denuement.
Narciso sembra inoltre un cultore dell’ironia e la dosa con garbo, senza mai inciampare nel rischio del luogo comune.
Le cosiddette "frasi fatte" non piacciono all’autore, perché effettivamente non si addicono alla narrazione concepita in un contesto dove il colpo di scena troneggia, al punto da caratterizzare “Singapore Sling” quale giallo di notevole brio espressivo.
Giancarlo Narciso, del resto, è uomo che conosce davvero bene i luoghi di cui parla (attualmente si divide tra Riva del Garda e l’Indonesia) e già nel suo “Le zanzare di Zanzibar”, che fu editato da “Granata Press” rivelò la sua spiccata inclinazione per il “romanzo esotico”, vero e proprio genere letterario che trova nel mitico Emilio Salgari il solido antesignano oggi riscoperto dai lettori e tardivamente rivalutato dalla critica.
Dal punto di vista meramente stilistico va aggiunto che risulta felice la scelta di spezzettare l’affabulazione attraverso brevi incisi utili a rendere la sensazione di un osservatore che viene continuamente colpito dai mille particolari o dettagli che incontra sul suo cammino. Ed in questo si respirano perfino certe minuziose caratterizzazioni d'interno tipiche di un autore raffinato come Ian Fleming.
Un'opera davvero ben riuscita e complessa, insomma, che si guadagna grande rispetto ed attenzione.
Giancarlo Narciso, Singapore Sling, Fazi, pp.245, Euro 9.00
Fernando Bassoli 13-11-2002