IN AMERICA, IL 2001, È STATO UN ANNO LETTERARIO SEGNATO DAL GRANDE RITORNO, NEGLI SCAFFALI DELLE LIBRERIE, DI UN MOSTRO SACRO QUALE CHUCK KINDER.
Infatti, dopo il felice esordio di Shakehunter (1973) seguito da The Silver Ghost (1978), Kinder ha passato 23 anni di silenzio, assorbito dalla stesura di Lune di miele, sino a ritrovarsi tra le mani un ingestibile manoscritto di 3000 pagine in constante evoluzione, al quale non riusciva di porre la parola “fine”. Solo il provvidenziale intervento dell’amico Scott Turow – che si è adoperato per una completa revisione – ha consentito di ridurre il manoscritto a 900 pagine, dimezzate poi, ulteriormente, in fase di pubblicazione. Dopo un anno dall’edizione americana, il libro viene edito anche in Italia dall’editore Fazi.
Occorre anche ricordare come la figura di Kinder e la contorta genesi di Lune di miele, abbia ispirato Michael Chabon – ex allievo di Kinder stesso - per la creazione del professore Grady Tripp, protagonista del suo romanzo Wonder Boys (1995, ma edito solo quest’anno in Italia da Rizzoli), dal quale, nel 2000, il regista Curtis Hanson, ha tratto un bel film, omonimo, con protagonisti Michael Douglas e Frances McDormand.
Lune di Miele è un romanzo autobiografico che racconta della lunga amicizia tra due grandi scrittori, quando grandi scrittori non erano ancora. I protagonisti sono, infatti, Jim Stark (incarnazione di Kinder stesso) e Ralph Crawford (ovvero, Raymond Carver). Entrambi i personaggi sono goffi, deboli, poveri, vivono di espedienti al limite della legalità, tradiscono e vengono traditi dalle rispettive mogli, divorziano e fanno figli che non amano e dai quali non vengono amati.
Vivono ai margini della società e trovano il meritato sollievo esistenziale nell’alcol, nelle droghe, nel sesso e nella scrittura. Vivono vite miserabili e squallide dominate da un mondo sentimentale sull’orlo dell’abisso. La famiglia è un’istituzione distrutta e disgregata, l’amore è effimero, la fedeltà è impossibile e la felicità è lontana. Anche ai primi segni di un successo letterario dei due scrittori, non fa mai riscontro una rivalsa economico-sociale, anzi, alla soddisfazione per la prima raccolta di racconti pubblicata da Ralph, fa seguito la più bieca crisi familiare e l’insanabile rottura con i figli e la moglie Ann.
Tutto è eccessivo: le sbronze, i problemi economici, il sesso, il rapporto con la legge e con i vicini, i legami affettivi, le amicizie, gli scontri, le contrapposizioni. O tutto o niente, o l’amour fou o una progressiva e reciproca intolleranza, o gli alcolisti anonimi o le bottiglie che si svuotano in un fiato, o la totale fiducia o una perversa e distruttiva gelosia, o una fede new age o un pragmatico ateismo.
Kinder racconta tutto ciò con una verve grottesca e nevrotica, mai compassionevole. Le più piccole manie dei personaggi vengono messe in risalto e la narrazione si dilunga su episodi agrodolci rendendoli irresistibilmente comici e genuini. Per i lettori di Carver risulta affascinante perdersi nell’elemento biografico e scoprire l’altra faccia del grande autore. Inoltre, i fatti di violenza domestica e di malessere inter-personale narrati da Kinder, sono gli stessi che compaiono nei racconti più famosi di Carver, ovviamente con un altro punto di vista.
A tratti la scrittura di Kinder diventa straripante, perfetta, in grado di saltare tra tempi, situazioni e personaggi diversi con magistrale eleganza. Ne è un esempio il primo capitolo – Brontosauro blu – che racconta l’incontro e l’amore tra Ralph e Ann; Kinder in queste 12 pagine riesce a fornire un autentico saggio di scrittura, senza la benché minima sbavatura.
Purtroppo, poi, lentamente si perde. Lune di Miele risente della sua primordiale enorme stesura e si fa confuso, ritorna su se stesso, compie alcuni giri a vuoto. Si passa dall’episodico all’aneddotico, con dei ritratti che, in alcuni momenti, diventano strane caricature. Probabilmente questo è il limite di un libro di memorie, di un libro che “doveva essere scritto” diventando un’autentica e ventennale ossessione per il suo autore. Con Lune di miele, Kinder ha fatto i conti con il suo passato e con il suo amico prematuramente scomparso. Speriamo di non dover attendere altri 23 anni per vedere come (e se) ha voltato pagina.
Chuck Kinder, Lune di miele – precauzioni per l’uso, Fazi Editore, pp.383, Euro 16.00 Euro
Stefano Baschiera 09-12-2002