trucco!
trucco! libri
trucco!
REQUIEM CARAIBE, BRIGITTE AUBERT
Avventure e colpi di scena su e giù per i Caraibi
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
Cinema
trucco!
CyberNews
trucco!
Fumetti
trucco!
Graffiti
trucco!
Musica
trucco!
Teatro
trucco!
VIPs
trucco!
trucco!

AVETE PRESENTE QUEGLI INVESTIGATORI PRIVATI DA FILM NOIR ANNI ’40, MALINCONICI E SCONTROSI, INGAGGIATI DALLA CLASSICA DARK-LADY IN ATMOSFERE NOTTURNE E PIOVOSE?
   Scordatevi tutti questi luoghi comuni e lasciatevi trasportare dal ritmo indiavolato di questo nuovo libro della spigliata e fantasiosa Brigitte Aubert.
   Il romanzo vede la bella e antipatica Charlotte richiedere i servizi di Dag, un allegro e ironico investigatore di colore non più giovanissimo, per cercare il proprio padre che vent’anni prima ha conosciuto e abbandonato sua madre, poi suicidatasi. Il detective, correndo su e giù per i Caraibi, non immagina neanche in che storia si andrà a cacciare: trafficanti di droga, inseguimenti, serial killers e scoperte sconvolgenti saranno all’ordine del giorno.
   Il libro scorre veloce come un film, misto di vari generi, e forse il suo impianto cinematografico non è proprio casuale visti i precedenti di sceneggiatrice dell’autrice. La “detective’s story” iniziale diventa presto un misterioso giallo, che poi va tingendosi da thriller d’azione per terminare, nella sua parte finale, da vero e proprio “pulp”, crudo come il sangue.
   Colpisce davvero l’originalità delle atmosfere, non cupe e nere ma caraibiche e solari, e dei personaggi, con un investigatore mai elegante e ambiguo ma schietto, irriverente e appassionato di surf. Il tutto è circondato da uno stuolo di “figuri” con una psicologia appena abbozzata, ma veramente efficaci e azzeccati per dar colore alla storia.
   E i pregi del romanzo non finiscono qui: lo stile volutamente scomposto e frenetico sembra rincorrere gli avvenimenti, rendendo il tutto molto dinamico e appassionante: i colpi di acceleratore della Aubert danno le vertigini al lettore, a scapito forse della logica e della coerenza narrativa, ma l’alternarsi del punto di vista del narratore, senza che ne venga sempre svelata l’identità, complica in maniera intrigante l’intera trama. I continui colpi di scena piombano sulle pagine dal nulla, senza nessun preavviso, e specialmente nell’ultima parte l’esplosione di violenza “tarantiniana” risulta piuttosto spiazzante.
   In poche parole “Requiem Caraibe” non è un libro per chi cerca profondi sentimenti e vocaboli raffinati, ma una ricetta ideale per divertirsi e svagarsi senza dover riflettere troppo; l’unico piccolo sforzo è richiesto nel finale esplicativo, da vero e proprio psico-thriller di serie A.

Brigitte Aubert, Requiem Caraibe, Robin Edizioni, pp.336, Euro 11.00

Valerio Gagliardelli  10-12-2002

trucco! trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! LibriTrucco!Home
trucco!