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VIRUS LETALI E TERRORISMO MEDIATICO, CLAUDIA BENATTI
Medicina, terrorismo e mass-media...
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La copertina trucco! NON NASCONDO CHE LEGGENDO IL LIBRO DI CLAUDIA BENATTI, 'VIRUS LETALI E TERRORISMO MEDIATICO', mi ha colto immediatamente una certa irritazione iniziale che si è poi attenuata - poco- nel corso della lettura del resto del libro; precisamente nei capitoli che riguardano gli argomenti più strettamente medicali.
   L'irritazione nasceva nelle prime righe del primo capitolo quando veniva riassunta la geopolitica pre e post 11 settembre in un paio di pagine; l'irritazione cresceva quando l'autrice riduceva un po' semplicisticamente il funzionamento del sistema mass-mediatico ad un macchina propagandistica unidirezionale.
   Nel resto del libro, a parte questa superficialità nella trattazione dei temi geopolitica e dei meccanismi mass-mediatici, si riscontra un'effettiva competenza e un'abbondante documentazione in merito al tema dei virus letali (vaiolo, Ebola, peste), agli effetti dannosi dei loro vaccini e ai legami alquanto loschi tra multinazionali farmaceutiche e governi occidentali.
   Ancor più interessante la conclusione che mette in dubbio l'efficacia dogmatica della medicina tradizionale e si focalizza sull'uso dell'omeopatia anche nella profilassi dei virus.
   Sia chiaro che nessuno contesta la strumentalizzazione che si è fatta dell'incubo antrace; il problema, a mio avviso, sorge quando si tenta di far passare l'assunto che il sistema mediatico e le relazioni internazionali siano processi molto lineari e quindi facili da orchestrare, idee che rieccheggiano le teorie dei grandi complotti.
   Ad esempio nel caso del sistema mediatico, è invece proprio la sua complessità e le sue contraddizioni che contribuiscono a generare emergenze schizofreniche che in un secondo tempo possono essere strumentalizzate per terrorizzare - a volte anche da parte di apparati di stato. Certo non va infatti dimenticato che il Pentagono ha elaborato una dottrina militare che si serve dell'Informazione come arma (Information Warfare); questo però non significa per forza che tutte le cause scatenanti le emergenze siano provocate ad hoc. E' in questo passaggio logico che le tesi dell'autrice mi sembrano barcollare perché manca una reale analisi delle dinamiche massmediatiche (spettacolarizzazione, rincorsa all'audience, grammatiche televisive, ecc.) e delle strategie del terrorismo che è fenomeno politico-militare.
   In definitiva un libro per informarsi sui virus letali e sui danni collaterali dei loro vaccini, da un lato; un libro per conoscere le opinioni dell'autrice su mass-media e terrorismo senza spunti analitici rilevanti.

Claudia Benatti, Virus letali e Terrorismo mediatico, pp.104, Macroedizioni, Euro 9.50

Biagio Oppi  06-11-2002

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