LIRICO E SCONVOLGENTE, IL NUOVO ROMANZO J.T LEROY TOCCA I VERTICI DEL CAPOLAVORO.
Il suo è un universo a volte magico, a volte orribile,a volte terrificante come solo può essere il buio negli anni della prima infanzia, a volte doloroso come solo può essere un abbandono improvviso. La sua America è un’altra America, marginale, fatiscente, fatta di roulotte sgangherate, diners e parcheggi per camion, ma anche di immense strade che attraversano il deserto nella notte e sembrano condurre verso un sogno impossibile di libertà e cambiamento.
La sua umanità è un’ umanità alternativa, di prostitute bambine, camionisti violenti, cameriere dal cuore d’oro, spostati che si fabbricano da soli la droga, e più in lontananza, sullo sfondo, di una galleria di infermiere e assistenti sociali che arrivano sempre troppo tardi.
Dopo “Sarah” fulgido capolavoro d’esordio,il ventunenne J.T LeRoy ci offre, con il suo secondo romanzo “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”, un nuovo squarcio del mondo in cui egli stesso è cresciuto tra droga e prostituzione. Mai come in “ingannevole è il cuore più di ogni cosa” il dolore riesce a mescolarsi con la bellezza, la preghiera al panico, lo squallore più deprimente alla tenerezza.
Jeremiah ha solo quattro anni quando improvvisamente viene strappato dagli amatissimi genitori , che lo hanno cresciuto in un ambiente felice e protetto, da Sarah una giovanissima prostituta, che si professa sua vera madre e che ora lo reclama. Al fianco di Sarah e di un inseparabile peluche di Bugs Bunny, inizia per Jeremiah un viaggio magico e doloroso nel cuore dell’America, che la lingua di LeRoy ci consegna , donandogli sfumature di grazia infantile e dolcezza.
Ed è proprio qui che sta la grandezza del romanzo, nella capacità dell’autore di rendere, in modo lirico e vibrante, senza accenti di rabbia, lo sguardo ingenuo e incantato di un bambino dinnanzi al mondo e ai suoi abissi.
Questa storia autobiografica non è solo quella di un’infanzia profanata con allucinante violenza, è anche la storia del rapporto fra una madre e un figlio, un rapporto vischioso, fatto d’amore, sangue e attaccamento. Lei lo trucca e lo veste da bambina, sostenendo che è più facile affrontare il mondo se si è in due ragazze e lui, dal canto suo, nel tentativo di conquistarne l’affetto, le lecca le ferite, ascolta i suoi deliri e inizia in maniera via via sempre più scoperta a volersi calare nella sua identità femminile.
Ed è anche la storia degli incontri che costellano il viaggio dei due protagonisti, incontri con i clienti della madre, violenti, temibili, grotteschi e con infinità di bambini dagli occhi spenti, abbandonati nei fast-food e nei centri di igiene mentale.
Le pagine di LeRoy comunicano una disperazione senza fine, ma al tempo stesso sono anche attraversate da una tale ansia d’amore e di sostegno umano, che ogni attimo viene così portato a un livello di trasparenza e d’incanto in cui è impossibile non perdersi.
Un volto adolescenziale sempre nascosto al mondo, una fragilità fisica propria del corpo di una ragazza, J.T LeRoy è sicuramente oggi il migliore scrittore americano della sua generazione e, intervistato sui motivi che lo spingono a scrivere, risponde che per lui i suoi libri sono una forma di aiuto verso sé stesso e di guarigione.
In lui c’è un grande dolore ma possiamo dire che fortunatamente c’è anche un grande talento per esprimerlo.
J.T. LeRoy, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, Fazi Editore, pp.200, Euro 12,50
Diletta Pavesi 01-12-2002