Indice della rubrica

Cinema

CyberNews

Fumetti

Graffiti

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
FIRENZE AGONIZZANTE, AGOSTO 1944. SONO GLI ULTIMI GIORNI DELL' OCCUPAZIONE TEDESCA. Gli alleati sono sull'altra sponda dell' Arno. La notte del 3 agosto i soldati della Wehrmacht faranno saltare i ponti per tagliarsi la strada nella ritirata. Si lasciano dietro una città affamata, che puzza di morte, piena di macerie. Questo lo sfondo, interessantissimo, del nuovo giallo di Leonardo Gori, il seguito di "Nero di Maggio" che ha ancora il capitano Bruno Arcieri come protagonista. Un Bruno Arcieri che ha fatto la guerra, che l' 8 di settembre ha dovuto scegliere se stare con o contro i tedeschi. Ha scelto di tenere fede alla parola data al Re. Inviato a Firenze dai servizi segreti, il suo incarico si intreccia con quello che gli viene affidato dal Sovrintendente alle Belle Arti: cercare un qualche capolavoro che potrebbe venir trafugato. Qualcosa che, se esiste e se è autentico, ha un valore inestimabile. E non è certo un italiano che sarebbe disposto a pagare quella cifra. Un fascista ha cercato di comperarsi la salvezza consegnando delle fotografie dell'opera d' arte. E' stato fatto il nome di due noti collezionisti. Tra quelle fotografie, ce n' è una che ritrae Elena, la ragazza amata da Arcieri. Perché Arcieri è a Firenze anche per ritrovare Elena, che non ha potuto sposare per le leggi razziali e di cui ha perso le tracce. Che cosa vuol dire quella fotografia? Se vengono uccisi uno dopo l'altro tutti quelli che sono più o meno coinvolti con quel favoloso e favoleggiato capolavoro, anche lei è in pericolo? La soluzione del giallo arriva dopo una pericolosa incursione di Arcieri e dei suoi compagni - un partigiano, un' esperta d' arte e un ambiguo giornalista americano - nella zona occupata, con una soluzione finale che sembra un colpo del fato. Fortissima la tensione di questo ottimo giallo storico. Al brivido tipico del thriller che combina l'incognita del pericolo e l'incombere continuo della morte si aggiunge quello più drammatico di un rischio quotidiano nella guerra e della presenza così costante della morte da privarla quasi di significato. Varia, intrigante e coinvolgente la tipologia dei personaggi, da Bruno Arcieri che, alla domanda dell'americano se sia sempre stato antifascista, ammette con dignità "ho capito tardi da che parte stare...ma meno tardi di altri", al cecchino fascista appostato sui tetti di Firenze a cui sono riservate pagine di soliloqui interiori, brillante espediente letterario per offrirci un altro punto di vista politico dell' Italia spaccata in due tra Regno del Sud e Repubblica di Salò. C' è ancora altro in questo romanzo colto e raffinato che supera i limiti della letteratura di genere. Lascio ai lettori il gusto di scoprire una Firenze ferita ma ancora orgogliosa della sua bellezza, lei stessa protagonista del romanzo insieme al formidabile misterioso capolavoro. Leonardo Gori ha confermato le nostre aspettative.
Leonardo Gori, Il Passaggio, Ed. Hobby&Work, pp.380, Euro 15,50
Per vedere il capolavoro cercato dal capitano Arcieri: http://www.triada.bg/Gallery/Leonardo/Anghiari.htm
Marilia Piccone 13-09-2002
|
 |
Recensione del libro precedente di Gori
 |