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DIARIO DI UN INCONCLUDENTE, BENJAMIN ANASTAS
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La copertina trucco! "SONO ORGOGLIOSO DI AVER DELUSO QUASI CHIUNQUE", DICE IL PROTAGONISTA DI QUESTO PRIMO ROMANZO DELLO SCRITTORE AMERICANO BENJAMIN ANASTAS.
   Ironia della sorte, si chiama William e viene subito in mente il re William il Conquistatore o il poeta William Shakespeare. Niente di grandioso in questo William, o forse sì, c' è qualcosa di grandioso nella costanza e determinatezza con cui persegue la sua carriera di "inconcludente", di chi non riesce mai a conseguire un risultato positivo.
   Eppure era partito con sette minuti di vantaggio nascendo prima del gemello Clive. Poi era rimasto subito indietro, dalla crescita fisica allo sviluppo motorio, dagli anni dell'asilo fino ai clamorosi insuccessi all'università, anche se nei test eseguiti aveva riportato un punteggio addirittura superiore a quello del fratello. Un disastro anche la sua vita sentimentale. Una serie di lavori squalificanti fino a finire in una comune da cui viene poi "liberato" dal fratello.
   C'è qualcosa di accattivante in questo personaggio, figura di un antieroe che risulta poi essere un eroe ribelle che rifiuta di adeguarsi ai modelli della società americana. Figlio di genitori politicizzati e moderni, della generazione che credeva nella parità dei compiti in casa, nei metodi di educazione antiautoritaria, nella liberazione dai tabù sessuali, William non solo rifiuta tutte le possibilità che gli vengono offerte, ma va volontariamente controcorrente, facendo sempre delle scelte opposte a quelle del gemello, e forse è una maniera per attirare l'attenzione su di sé. In fin dei conti basta una stella di prima grandezza in famiglia. Meglio rivaleggiare nel senso contrario ed è poi un trionfo ugualmente, se riesce a scrivere una "Teoria dell'Inconcludenza" in cui afferma che l' arma migliore dell' inconcludente è la negatività: "invece di dire sì alla vita, dice 'no grazie'." E William dice no al mito del successo, ai compromessi, e non è facile vivendo a Boston e appartenendo ad una certo ambiente.
   Un eroe negativo, William, che acquista valore nel "non" raggiungere i risultati del gemello Clive. Eppure non riusciamo a provare antipatia per Clive, perché dopotutto William e Clive sono come due aspetti diversi della stessa persona e la positività di Clive investe anche i suoi rapporti con il fratello. E' come se la personalità di Clive fosse senza ombre, di quella perfezione assoluta in cui però sentiamo la mancanza della dimensione umana del fallimento. Quella che possiede il suo gemello, per l'appunto.
   Un libro beffardo e ironico da consigliarsi a chi si sente emarginato e inadeguato, ma anche a chi, senza le doti di generosità di Clive, mira ad un successo senza scrupoli. E non sa che cosa si perde.

Benjamin Anastas, Diario di un inconcludente Ed. Neri Pozza, pp.172, Euro 14,00

Marilia Piccone  20-09-2002

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